I negozianti: «I saldi estivi partono troppo presto»

14 Giugno 2021

Gli esercenti chiedono di posticipare l’avvio delle svendite fissato per il 3 luglio «La gente sta tornando a fare acquisti, ma ora si fermerà in attesa degli sconti»

PESCARA. Fissare l'inizio dei saldi estivi al 3 luglio è troppo presto. Ne sono convinti i commercianti pescaresi. Sebbene l'indicazione venga data a livello nazionale, gli esercenti del capoluogo adriatico avrebbero sperato in una deroga come avvenuto lo scorso anno che ha consentito l'avvio della stagione degli sconti dai primi giorni di agosto. Con le numerose settimane consecutive in zona rossa e le restrizioni legate alle normative anti-Covid, il commercio in autunno e in inverno ha subìto una pesante battuta di arresto, con ingenti perdite degli incassi.
L'evoluzione positiva della pandemia sta portando nelle ultime settimane alla ripartenza dello shopping, ma per gli esercenti l'imminente inizio delle promozioni frenerà gli acquisti nell'immediato in attesa delle scontistiche. «Ci siamo confrontati con l'assessore regionale alle attività produttive», spiega Marco Canale, titolare di Maya, «ma la data è stabilita a livello nazionale e dunque la Regione non può derogare. Per una città di mare come Pescara è assurdo cominciare i saldi già dai primi giorni di luglio». «La situazione è la stessa se non peggiore di quella dello scorso anno», ammette Olivia Chiarolla, di Wp Store, «i fornitori nel 2020 dopo il lockdown ci sono venuti molto incontro, mentre ora sono meno comprensivi. La ripresa non si vede ancora, anche perché in questa fase le persone sono più interessate alla socialità, a spendere per mangiare fuori più che per lo shopping, che va in secondo piano. Abbiamo venduto tutti molto poco e quindi saremo ulteriormente penalizzati da questo avvio dei saldi prematuri. Alle attività manca liquidità. Acquistiamo la merce a prezzo pieno e vendere in promozione decisamente non aiuta». «È troppo presto commercialmente parlando», sottolinea Vittoria Boscolo, proprietaria di Glam insieme alla figlia Benedetta Battista, «quest'anno per via del Covid è stato atipico. Il settore sta ripartendo proprio in questi giorni anche grazie alla ripresa dei ricevimenti che portano le persone a fare acquisti più importanti. Ci sono dei capi, come ad esempio i costumi che si stanno cominciando a vendere proprio in questi giorni e per tanti sapere che i saldi cominceranno dal 3 luglio significherà frenarsi nelle compere già dal 15 giugno in attesa delle promozioni. I negozi comprano a prezzo pieno e venderli deprezzati è evidentemente non fruttuoso».
«L'acquisto sta ricominciando ora anche grazie alle cerimonie», concorda Simone Sablone, di Masi calzature, «le vendite sono partite tardi pure per via del clima incerto. Con un inizio così prematuro dei saldi molti articoli si venderanno soltanto in promozione e non a prezzo pieno e questo se anche non crea delle perdite sugli incassi, ci consente solo di pareggiare. Le attività imprenditoriali però sono fatte per crescere e non per tamponare i costi». «Il cuore del problema non è nemmeno legato alla data di inizio dei saldi», sottolinea Andrea Di Toro, di H Shop, «ma dalla mancata regolamentazione a livello nazionale sull'online. Ci sono tante aziende che vendono direttamente sui propri store, o sulle grandi piattaforme, gli stessi articoli che abbiamo dentro alle nostre attività, ma scontati del 30-40 per cento sin da ora. Questo influisce negativamente sugli acquisti nei negozi fisici».
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