I negozianti: ostaggio dei bivacchi E una senzatetto accende un falò

Aumentano le denunce dei commercianti. In via Parini, le fiamme hanno danneggiato una vetrina Cazzaniga: «Piazza senza luce per 4 giorni, il Comune ci aveva promesso telecamere e pulizia»
PESCARA. La cifra del degrado in pieno centro si misura dal picco di segnalazioni e denunce fatte dai commercianti alle forze dell’ordine. L’ultima risale a ieri pomeriggio ed è stata formalizzata dalla titolare del negozio di oggettistica “La Clessidra” in via Parini. Una mendicante, in pieno giorno, ha appiccato il fuoco davanti alla vetrina del suo locale e le fiamme hanno raggiunto il primo piano di un’abitazione. Qualche giorno prima è stata Barbara Cazzaniga a rivolgersi al Comune per lamentare l’assenza di illuminazione pubblica per quattro giorni lungo il perimetro di piazza Salotto, dove si trova la sua gioielleria.
«Pescara non si riconosce più», lamenta chi quotidianamente si rimbocca le maniche per contrastare i tanti episodi di microcriminalità che sempre più spesso si ripetono sotto gli occhi dei cittadini. I problemi segnalati dai commercianti sono sempre gli stessi: scarsa sicurezza, incuria e abbandono. A tutto questo si somma, poi, il caro affitti, la diminuzione del flusso dei clienti e un rallentamento degli affari che spinge sempre più imprenditori a tentare la carta delle vendite promozionali fuori stagione per cercare di recuperare liquidità. «Qui è il Bronx», racconta ieri pomeriggio Stefania Alberici, la figlia della titolare del negozio “La Clessidra”, «stamattina (ieri per chi legge ndr) ho aperto la porta laterale del negozio e qui fuori era tutto bruciato. Ci sono segni evidenti di bruciature e di tutto ciò che era stato impiegato per innescare l’incendio. La vetrina del mio negozio per il calore del fuoco è piena di crepe, ci sono tantissimi danni. Io non ho assistito alla scena, ma me l’hanno raccontata i negozianti vicini che sono dovuti intervenire per spegnere le fiamme». In base alle testimonianze sarebbe stata una donna senza fissa dimora ad aver appiccato il fuoco, giovedì pomeriggio intorno alle 17. «Lei era seduta sul bordo del marciapiede», prosegue Alberici, «ha acceso un piccolo falò, chiamiamolo così, con del materiale portato lì. Ma in poco tempo le fiamme si sono alzate fino a raggiungere il primo piano. Poteva succedere di tutto, fortuna che è arrivato di corsa il titolare di Blue Fish con l’estintore per spegnere l’incendio. La mendicante ha detto che lo aveva fatto perché aveva freddo. Ormai non c’è più controllo: via Parini e via Amendola sono abbandonate da anni, la luce è scarsa e non sono state mai pavimentate».
L’episodio non è un caso isolato. Raccontano i commercianti che, una volta, hanno dovuto chiamare la polizia perché qualcuno aveva acceso un piccolo barbecue all’angolo della strada. Un’altra volta ancora un gruppetto di stranieri beveva il vino dal cartone e urinava davanti ai passanti, tenendo in sottofondo il volume alto della radio. «Il degrado», rimarca Cazzaniga, titolare della gioielleria omonima, «lo misuriamo dalla scarsa illuminazione e dalla mancanza di decoro nella nostra piazza principale. Siamo stati da sabato della scorsa settimana fino a martedì con i lampioni spenti. Abbiamo contattato il Comune che ci ha detto che era per via del maltempo. Devo ammettere che sono stati previdenti, visto che l’emergenza è scattata lunedì». Al di là della battuta, sono tante le lamentele dei negozianti di piazza Salotto: «Dalle telecamere che ci avevano promesso e non sono mai arrivate alla pulizia. Il Comune dovrebbe preoccuparsi di mantenere la piazza principale pulita dopo le manifestazioni che si organizzano un giorno sì e l’altro pure».
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