I neo eletti del M5S: sul porto sarà battaglia

2 Giugno 2019

Parlano i consiglieri Lettere, Di Renzo e Sola. Le aspettative sulla prima esperienza in Consiglio

PESCARA. Per qualche anno sono stati attivisti e collaboratori, aiutando gli eletti in Consiglio comunale. Adesso gli eletti sono loro: dopo le amministrative di domenica scorsa entrano in Consiglio tre nuovi rappresentanti del Movimento 5 stelle e sono l’architetto Giampiero Lettere, l’ingegnere chimico Massimo Di Renzo e l’esperto di amministrazione condominiale Paolo Sola. Che sono prontissimi ad affrontare questa nuova sfida.
«La mia candidatura», racconta Lettere, «è stata la conclusione ovvia» di un percorso con il Movimento che lo ha visto impegnato direttamente a Palazzo di città perché è stato lui ad occuparsi, con Erika Alessandrini e Enrica Sabatini, delle delibere che riguardavano l’eliminazione della tassa sull’insegna di esercizio e della tassa sugli scivoli per disabili, «approvate all’unanimità». All’epoca, con il suo «supporto tecnico», sentiva «di dover fare qualcosa per i cittadini» e il passo successivo è stata la candidatura. Il risultato è stato ottimo perché «nonostante il dato nazionale, a Pescara il gruppo è passato da 3 a 4 consiglieri. Vogliamo essere propositivi e collaborare con tutti per il bene della città ma mi aspetto che la politica lavori di più». E annuncia che i pentastellati saranno «vigili e martellanti». Il suo pallino è il Piano regolatore portuale, «una delle pagine più vergognose, un progetto completamente sbagliato che va modificato», dice Lettere. E il suo pensiero è condiviso dal collega di banco, Di Renzo, che tiene «particolarmente ai temi ambientali, specie il porto - di cui mi sono occupato - e poi il verde pubblico». Avendo collaborato per «quasi 10 anni» con il Movimento, si è interessato di più questioni, da Ombrina al cavidotto, poi ha seguito il consigliere Domenico Pettinari «nelle sue battaglie nei quartieri» e ha preso parte al progetto per la messa a dimora di dieci alberi tra via Ilaria Alpi e Rancitelli.
Guardando la macchina amministrativa vede «abbastanza confusione» perché «non risponde a criteri di efficienza ma di sudditanza nei confronti degli assessori. Sarebbe opportuno assegnare un dirigente ad ogni assessore, mentre ora ciascun dirigente deve rapportarsi con più componenti dell’esecutivo». Di Renzo (che si era già candidato in Parlamento e in Regione, sempre con il M5s) sa che saranno «cinque anni importanti, che ci porteranno alla Grande Pescara: sarà un tema che seguiremo con attenzione. E non faremo sconti a nessuno».
Sola sta ancora «smaltendo» l’euforia del post voto e in queste ore comincia «ad avvertire la responsabilità del ruolo» in Consiglio. È pronto alla «collaborazione con il resto del gruppo e con Alessandrini che, grazie alla sua esperienza, saprà fare da guida». È alla sua prima candidatura, non si aspettava di farcela e ha cominciato a realizzare di essere vicinissimo al traguardo lunedì sera, «mentre arrivavano i risultati sulle preferenze». Ma ci ha sempre «sperato» perché «conoscevo Alessandrini e gli altri e volevo entrare, con la consapevolezza e la voglia di lavorare bene, con un gruppo strutturato».
«La campagna elettorale è stata una bella esperienza», racconta, «anche se estenuante dal punto di vista fisico e mentale» e l’ha vissuta con «grande trasporto». Ora, finita quella fase, si prepara ad affrontare «con spirito collaborativo l’esperienza in Consiglio e si aspetta dagli altri la stessa cosa», dice ancora pensando ai componenti degli altri gruppi, «che hanno esperienza». Sa che ci sarà «molto da lavorare», specie per affrontare la situazione finanziaria dell’ente, legata «a difficoltà pregresse». E vorrebbe l’amministrazione impegnata sulla «mobilità sostenibile. Un tema che va affrontato in un’ottica di interesse collettivo e per il quale servono interventi corposi. Non sono questioni che si affrontano dall’oggi al domani», conclude Sola. (f.bu.)
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