I palazzi della Regione sull’area di risulta, è il giorno dello scontro

12 Dicembre 2022

Oggi il consiglio comunale aperto alla Regione e alle associazioni  Sospiri: quella struttura si farà, la politica non metta ostacoli o intoppi

PESCARA. È il giorno del confronto in aula, o meglio dello scontro. Maggioranza e minoranza si ritrovano oggi pomeriggio in consiglio comunale per discutere del futuro dell’area di risulta e in particolare della realizzazione in quei 13 ettari della nuova sede della Regione Abruzzo. Un intervento, quest’ultimo, che ha già sollevato parecchie polemiche tant’è che il centrosinistra ha chiesto la convocazione di una seduta straordinaria e aperta, cioè aperta alla città, a chiunque voglia intervenire nel dibattito. E il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli ha raccolto la richiesta dei consiglieri Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Marinella Sclocco, Giovanni Di Iacovo e Mirko Frattarelli e ha fissato l’appuntamento per oggi alle 16. Antonelli ha invitato a partecipare, su sollecitazione dei richiedenti, le associazioni ambientaliste, gli ordini professionali, e i rappresentanti della Regione, dal presidente della giunta Marco Marsilio a quello del consiglio Lorenzo Sospiri e l’assessore al patrimonio Guido Quintino Liris, con i consiglieri regionali pescaresi. Ha già annunciato la propria partecipazione l’onorevole Luciano D’Alfonso (Pd) che due giorni fa ha detto la sua su questo intervento, definendo «un errore» l’ipotesi di localizzare il palazzo della Regione nell’area di risulta e bocciando l’iter che si sta seguendo, finalizzato a «spezzettare la procedura».
A proposito di procedura ha fatto discutere il pronunciamento del comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione, dopo che il Comune ha proposto la Valutazione preliminare di un progetto togliendo però la sede della Regione (escludendo la necessità di Valutazione di impatto ambientale). Si sono già attivati per valutare la possibilità di presentare ricorsi alcune associazioni e il consigliere comunale Carlo Costantini (Azione) che ha annunciato pubblicamente battaglia durante una seduta della commissione comunale Lavori pubblici, presieduta da Massimo Pastore (Lega) che, invece, «sogna il palazzo della Regione nell’area di risulta». Intanto sono già cominciati i carotaggi che porteranno a progettare - e subito dopo a realizzare - la bonifica di quegli spazi, passaggio preliminare ai lavori del primo lotto.
Oggi, in aula, prenderà per primo la parola chi ha chiesto la seduta, per poi passare agli interventi della giunta, a partire dal sindaco Carlo Masci (Fi). Il primo cittadino sostiene fortemente questa scelta e ha già respinto al mittente le polemiche sollevate dal Pd che ha parlato di «inganno», in merito alla richiesta presentata dal Comune al comitato Via. Poi ci sarà una fase dei lavori aperta a tutti coloro che vorranno dare un contributo o chiedere chiarimenti (brevemente) e infine il dibattito riprenderà tra i consiglieri comunali per concludersi, verosimilmente, con la votazione di uno o più documenti.
In vista della riunione di oggi il presidente del consiglio regionale Sospiri mette i puntini sulle “i” e sottolinea che la stipula del protocollo d’intesa tra Regione e Comune che prevede la sede della Regione nell’area di risulta «segna un punto di non ritorno. Quella struttura si farà, indietro non si torna. È una scelta storica, destinata a cambiare il volto di quella fetta centrale della città», dice. «Si concretizza una proposta che ha radici lontane, si dà un’identità a quello che oggi è un vuoto urbano strategico, e il centro commerciale naturale ritroverà in questo modo la sua anima propulsiva. La realizzazione della sede della Regione su novemila metri quadrati di superficie, dinanzi alla stazione ferroviaria centrale, quale porta d’ingresso al centro commerciale naturale, significa accorpare in un unico fabbricato tutte le decine di uffici oggi sparpagliati in varie zone del territorio, agevolando e facilitando la loro accessibilità e raggiungibilità per i cittadini. E poi è una sede destinata a diventare un simbolo, un punto di riferimento: una scelta coraggiosa che ho sempre sostenuto e riproposto» prosegue. «Oggi dalla politica non ci aspettiamo ostacoli né intoppi, né impedimenti, ma condivisione», conclude Sospiri.