I parenti delle vittime: noi non siamo schierati, vogliamo solo giustizia

I familiari intervengono sull’inchiesta che coinvolge gli investigatori «Non favoriremo mai giochi difensivi, chiediamo chiarezza e rispetto»
FARINDOLA. L’anno nuovo ha portato per i parenti delle vittime di Rigopiano l’ennesima ferita, con l’iscrizione sul registro degli indagati di un quarto investigatore, tra i quali il tenente colonnello Massimiliano Di Pietro, all'epoca della tragedia al comando del nucleo investigativo dei carabinieri di Pescara con il grado di maggiore.
A quasi tre anni da quel maledetto 18 gennaio 2017, per i parenti delle 29 vittime di Rigopiano l’obiettivo è sempre lo stesso: trovare la verità di ciò che è accaduto per onorare al meglio la memoria dei propri cari. «Un nuovo indagato tra le forze dell’ordine, un ufficiale dell’Arma che aveva indagato sulla vicenda telefonate», commentano i membri del comitato. «Il nuovo anno inizia con questa notizia, come se non bastasse, gettando altre ombre su chi avrebbe dovuto difendere e ricercare a ogni costo la verità proprio in virtù di un giuramento alla nazione. Noi non ci schiereremo mai da nessuna parte, non favoriremo mai e poi mai giochi difensivi, intrecci processuali o quant’altro possa offuscare ancora di più la mente di chi soffre ogni giorno per la verità, i familiari delle vittime».
Continua il comitato parenti delle vittime di Rigopiano: «È palese che bisogna verificare e garantire la legalità oltre ogni ragionevole dubbio ma ora basta, chiediamo una volta per tutte chiarezza e rispetto per noi e per tutti i cittadini che attendono risposte dallo Stato. Si faccia una volta per tutte luce sui fatti e si stabiliscano definitivamente responsabilità e colpe senza dimenticarsi che c’è gente che soffre in silenzio dal 18 gennaio 2017 e che si è da sempre fidata e appellata alla giustizia».
Insomma, i parenti delle vittime non vogliono che il processo si riduca a un tutti contro tutti che finisca con l’ingarbugliare la ricerca della verità. «L’uno contro l’altro che si sta generando e che non ci interessa assolutamente, non farà cambiare mai le nostre idee su ciò che andava fatto e che non è stato fatto per evitare la morte di 29 innocenti. Se ciò che sta accadendo è finalizzato a far virare l’attenzione verso altri fatti e persone per abbassare toni su responsabilità già accertate, sono fuori strada. Saremo noi pronti a ricordare ogni giorno i nomi dei veri responsabili», concludono i parenti delle vittime.
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