I parenti: vivace, una parlantina pazzesca

Lo strazio dei familiari: «Kilian? Non gli davi tre anni». E oggi le scuole di Turri restano chiuse per lutto
ROSCIANO. Kilian che scavalca i muretti veloce come un fulmine, che gioca con le macchinine, che detesta le scarpe e che sì, parla con una proprietà di linguaggio che non gli daresti tre anni. E che con quegli occhietti scuri e furbi si era fatto subito notare al primo anno della scuola d’infanzia, a Turrivalignani dove oggi, per lutto, saranno chiuse tutte le scuole. Era al suo primo anno di Materna, Kilian, così come Swami, la sorellina, è al primo anno delle elementari. Fratello e sorella che ieri viaggiavano vicini sul sedile posteriore dell’auto, sono vicini anche nella foto di tre settimane fa, davanti alla torta con le sei candeline di Swami. Due braccine vicine e parallele, gli occhi che ridono e un’infanzia che sta sbocciando. Quella foto la mostra uno zio, «uno zio acquisito», precisa il signor Rodolfo che con due prozii del piccolo accetta di parlare del bambino «perché era un bambino stupendo». Piccoli aneddoti, aggettivi che mai riusciranno a riempirsi della vita di Kilian, ma che servono per descrivere quanto può essere grande adesso il vuoto senza di lui. «Era vivace, meraviglioso, aveva una padronanza di linguaggio che sembrava già parecchio più grande. Agile come una saetta, scavalcava i muretti con una facilità pazzesca. E poi gli piacevano le macchinine, tutto quello che riguardava i motori. Ovunque andava si toglieva le scarpe, le detestava. E poi, poi era bello. Un bambino stupendo. Era nato il primo luglio del 2016, sembra adesso», quasi sussurrano. Poi le mani sulla testa, sguardi nel vuoto e la realtà che sta lì a pochi metri: la macchina fuori strada, il telone verde e, «basta, non c’è più niente da dire». (s.d.l.)
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