I pescatori pescaresi: «Dateci i soldi». Imprudente promette aiuti

Incontro-scontro al mercato ittico di Pescara: «Entro novembre il 60% dei fondi»
PESCARA
«La Regione è intervenuta, a partire dal dragaggio e dall’aumento delle risorse». «Non ci parli del dragaggio, assessore, perché state solo spostando i fanghi da una parte all’altra. Vi dovete muovere a far arrivare i soldi, perché altrimenti qui siamo costretti a chiudere». Nel tentativo di calmare gli animi degli armatori, l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Emanuele Imprudente, risponde: «Vi posso garantire che entro novembre riceverete il 60% dei fondi previsti». Poi la replica: «Non vi permettete a prenderci in giro». Si può riassumere in questo botta e risposta la tensione fra la marineria e la Regione. Intorno a loro, le sirene suonano e le imbarcazioni restano immobili sulla banchina davanti al mercato ittico, sul lungofiume Raffaele Paolucci. Le marinerie di Pescara, Vasto e Giulianova scelgono così di non uscire in mare, unendosi alle altre 43 realtà italiane nello sciopero nazionale per gridare la propria rabbia contro l’impennata dei costi di gestione e i continui ritardi nell’arrivo dei sussidi statali. È infatti in corso il bando Feampa Italia (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura) 2021/2027, che ha raccolto 251 domande con uno stanziamento di 3 milioni di euro: ogni singola imbarcazione può richiedere un tetto massimo di 80mila euro. La compensazione coprirà dieci mesi dell’anno, nello specifico da marzo a dicembre, ed entro novembre è previsto l’arrivo del 60% della somma totale.
I COSTI DELL’EMERGENZA
I dati spiegano le ragioni della protesta: il prezzo del gasolio è schizzato, passando da 0.60 euro a 1,20 al litro per le barche minori, fino a raggiungere 1,50 euro per i mezzi più grandi. Questa voce di spesa è arrivata a pesare il 70% sui costi di una battuta di pesca: fare un pieno sfiora ormai i 10mila euro, mentre per lavorare una sola giornata un’imbarcazione media deve mettere un budget compreso fra i 1.200 e i 1.400 euro, cifra che sale a 1.500 euro per i pescherecci di grandi dimensioni. E Imprudente lo sa bene, per questo incassa le contestazioni degli armatori, logorati da una crisi che diventa ogni giorno più drammatica. La marineria, però, vuole lasciare uno spiraglio di fiducia per vedere se gli impegni economici presi saranno mantenuti nei tempi previsti. Ma la tregua è appesa a un filo: se i soldi non arrivano entro novembre, l’alternativa sarà il blocco totale del settore, replicando la mobilitazione che sta paralizzando gli autotrasportatori del Sud Italia dal 15 ottobre scorso.
LE RICHIESTE AVANZATE
Fra le richieste avanzate fino al 31 dicembre ci sono: la proroga del credito di imposta; la modifica dei criteri del Bando per il ristoro alle imprese di pesca; la convocazione di un tavolo urgente di revisione del sistema di tracciamento; la sospensione per le imprese di pesca dei pagamenti dei mutui in essere e, infine, la sospensione temporanea dei versamenti contributivi per le imprese. I punti saranno trattati, secondo quanto riferito dall’assessore Imprudente, durante una commissione sulla pesca in programma da domenica a martedì in occasione del Festival delle Regioni a Firenze, alla quale parteciperà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
IL CONFRONTO FACCIA A FACCIA
Presenti all’incontro di ieri, oltre all’assessore Imprudente, il dirigente del servizio Sviluppo locale del dipartimento Agricoltura della Regione, Francesco Di Filippo, gli armatori Doriano Camplone e Marco Di Blasio dell’associazione “Mimmo Grosso”, oltre ai pescatori Fabrizio Verzulli e Massimo Camplone dell’associazione “Il Maestrale”. «Dobbiamo riconoscere che il ministero, dall’inizio dei conflitti, ha intrapreso delle azioni per fronteggiare il caro gasolio. Il problema principale è che i provvedimenti non si sono tradotti in aiuti concreti nelle casse delle imprese», ha dichiarato Camplone (“Mimmo Grosso”). Gli ostacoli burocratici, inoltre, hanno escluso dai bandi numerosi armatori non in regola con il pagamento di imposte o contributi. «I sacrifici sono tanti e purtroppo negli ultimi anni l’emergenza è continua, ma questo riguarda tutto il sistema produttivo», dichiara l’assessore Imprudente, «come Regione Abruzzo negli ultimi due anni abbiamo messo in campo milioni di euro per tutte le marinerie, tra interventi di ammodernamento e trasformazione».
LA NOTA DEL PD
Ma secondo il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd), il capogruppo consiliare dem Piero Giampietro e il segretario cittadino Claudio Mastrangelo, i finanziamenti del bando regionale, a fronte delle 251 domande presentate, potrebbero tradursi in una media di circa 12mila euro per imbarcazione. Nel corso dell’incontro è emersa anche la questione del mancato dragaggio del porto di Pescara, che continua a provocare difficoltà alle imbarcazioni. «Non abbiamo lo spazio per andare a lavorare. Ogni barca ha dei danni», dice il pescatore Camplone (“Il Maestrale”) criticando anche gli interventi di movimentazione dei sedimenti ritenuti «insufficienti a risolvere il problema».


