Intelligenza artificiale e imprese. Orsini Confindustria: «Sarà un vero vantaggio»

Il presidente di Confindustria a Pescara: «Sulle fonti per sopravvivere serve indipendenza»
PESCARA
Non essere schiacciati dall’Intelligenza Artificiale, ma trasformarla in un «vantaggio competitivo per le imprese» perché il progresso, quando non sostituisce l’uomo né impoverisce le sue competenze, può solo arricchirlo. E le aziende che sapranno muoversi in questa direzione «potranno ottenere un vantaggio decisivo per rilanciare la competitività industriale europea» di fronte ai costi energetici e alla transizione ecologica in atto. Con questo messaggio, lanciato dal palco della 13ª edizione di “Innovazioni – Festival nazionale dell’Innovazione”, che si è aperta ieri pomeriggio all’Aurum di Pescara, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha inaugurato l’appuntamento promosso da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico con il patrocinio del Mimit e la partnership di Fondazione Pescarabruzzo.
L’evento, avviato dal sindaco di Pescara, Carlo Masci, e dal presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico Lorenzo Dattoli, ha vissuto uno dei suoi momenti chiave nel confronto sulla capacità delle imprese di sviluppare soluzioni «ad alto valore aggiunto», anche attraverso la presentazione dei 20 progetti finalisti del contest nazionale “Campioni di Innovazioni 2026” che questa mattina saranno premiati all’Aurum.
ORSINI E LA SFIDA USA-CINA
Il dibattito, moderato dal direttore del Centro Luca Telese e della giornalista Evelina Frisa, si è concentrato sull’impatto della rivoluzione tecnologica sul sistema produttivo. Sul tema è intervenuto il presidente Orsini, che ha richiamato «i valori fondanti delle imprese» per tracciare la rotta sul rilancio della competitività industriale europea. Secondo la linea espressa dal presidente, serve affrontare: il caro energia e la transizione ecologica tutelando i livelli produttivi e l’occupazione, garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti di fronte alle crisi geopolitiche e puntando su una legge di bilancio orientata a investimenti, crescita e sviluppo del sistema Italia. «Se vogliamo eliminare l’industria europea, siamo sulla via giusta», dichiara il presidente di Confindustria, «l’Europa, però, necessita di un impegno maggiore perché deve essere competitiva verso due Paesi: Usa e Cina. O almeno, ci deve mettere nelle condizioni di esserlo. Abbiamo la stessa responsabilità sociale e ambientale degli altri continenti e Paesi? No. Allora, o loro hanno la nostra o vuol dire che qualcuno ci deve proteggere fiscalmente». E prosegue: «Oggi abbiamo dalla Cina 376 miliardi all’anno verso l’Unione Europea di saldo negativo. Credo che questi dati ci debbano far riflettere. Quindi, se vogliamo eliminare l’industria europea, questa è la via giusta». Presente, fra gli altri, anche il direttore generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Luigi Di Giosaffatte.
L’ENERGIA E LO SCIOPERO DEI TIR
Il tema della competitività si intreccia anche con la protesta degli autotrasportatori, in sciopero dal 15 ottobre scorso nel Mezzogiorno contro il caro carburanti. «Abbiamo perso le raffinerie dell'Europa per scelte fatte dal passato dalla Commissione Europea. Quindi oggi per ripristinare ci vuole tempo. Questo ci deve insegnare ad avere un’indipendenza strategica da tutte quelle fonti che servono a sopravvivere. Questa è una di quelle». Secondo il presidente «bisogna suddividere i problemi in due parti». Da un lato «la criminalità che sta comunque bloccando i nostri camion» e dall’altro «si sta lavorando col Mit e col Mimit per trovare una soluzione di equilibrio sul costo del carburante».
I ROBOT SUL PALCO
L’arrivo in Abruzzo di due umanoidi della piattaforma AgiBot ha portato sul palco una dimostrazione pratica di intelligenza artificiale. Accanto al presidente Dattoli, l’umanoide Luca (modello AgiBot A2 Ultra con tecnologia DeepSeek) ha dialogato in tempo reale su lavoro, processi decisionali e responsabilità, mostrando opportunità e limiti tecnologici insieme a Balto, il robot quadrupede “AgiBot D1”, entrambi forniti dalla Vautomation di Vicenza. L’intervista ideata da Dattoli ha posto al centro una domanda per le imprese: non se l’intelligenza artificiale sia destinata a cambiare il lavoro, ma con quale rapidità le aziende sapranno adattarsi a una trasformazione che corre sempre più veloce. «Per le nostre imprese la questione non è più soltanto se adottare queste tecnologie, ma come e con quale qualità integrarle nei processi aziendali per migliorare le decisioni e, soprattutto, con quali dati, responsabilità e competenze», ha spiegato Dattoli. «Quando si passa dal computer al mondo fisico, il divario resta evidente: nei test su attività domestiche reali, i robot riescono a completare correttamente soltanto il 12% dei compiti, mentre in ambienti di simulazione controllati arrivano all’89,4%». E alla fine c’è stato anche un curioso scambio con il direttore Telese, durante il quale l’umanoide ha recitato alcuni passi della Divina Commedia. Il programma è poi proseguito con la presentazione dei 20 progetti.

