I precari contro i politici: da voi nessuna soluzione

16 Febbraio 2016

Ennesima protesta degli interinali di Attiva durante il consiglio straordinario Il Comune ripropone i tirocini, ma la replica è sferzante: «È una pantomima»

PESCARA. «Una pantomima». Così ha commentato Manolo Da Silva, uno dei portavoce degli ex lavoratori interinali di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città, al termine del consiglio comunale straordinario, mentre un altro portavoce, Giuseppe Granata, se l’è cavata con una metafora: «Non abbiamo cavato un ragno dal buco».

È stato questo il clima del consiglio comunale straordinario, tra urla e proteste, convocato ieri per discutere della situazione lavorativa di una settantina di operatori ecologici, i quali, dopo aver lavorato per anni a tempo determinato ad Attiva, chiedono all’azienda municipalizzata una stabilizzazione attraverso un posto fisso.

E se all’inizio dell’assise civica lo schieramento aveva visto in prima linea le mogli degli interinali, sedute in prima fila, con maglietta bianca d’ordinanza dell’associazione Interinali senza gloria, dietro al banco principale dell’area destinata al pubblico, durante il consiglio i malumori non sono mancati, con fuoriuscite dall’aula consiliare, da parte degli ex lavoratori di Attiva, o spalle platealmente voltate di fronte all’emiciclo, in evidente dissenso all’oratore del momento, Francesco Colaci, un ex funzionario del ministero del Lavoro, che, sceso in campo come mediatore, ha riproposto tirocini formativi e lavori socialmente utili, seguiti da una selezione pubblica per un’assunzione a tempo indeterminato.

Idem, più o meno, durante l’intervento del legale di Attiva, l’avvocato Osvaldo Galizia, che ha respinta la possibilità di una soluzione conciliativa tra Attiva ed ex operatori ecologici, richiesta dai legali di questi ultimi, Fabio Di Paolo e Carlo Alfani, che preveda la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Durante l’intervento di Galizia, infatti, un gruppo di interinali è uscito fuori polemicamente dall’aula consiliare.

«Non ci piace quello che sta dicendo», ha detto uno di loro. E ieri, il consiglio comunale straordinario, richiesto, come primo firmatario, dal capogruppo della lista Scegli Pescara, Piernicola Teodoro, ha approvato un ordine del giorno in cui si invita il sindaco Marco Alessandrini e la giunta comunale a intervenire al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso un interpello in cui si chieda la possibilità di convertire i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato della settantina di ex interinali.

A condizione, ha votato il consiglio comunale (20 i «Sì», tra i 22 presenti, con due astenuti, e con i tre consiglieri comunali dei 5 Stelle che non hanno partecipato al voto), che coloro che abbiano già promosso un’azione giudiziale rinuncino a quest’opportunità, come pure a un’eventuale richiesta di risarcimento danni che potrebbe seguire, da parte degli ex interinali, qualora un tribunale, come già accaduto per uno di essi, giudicasse illegittimo l’apposizione di un termine ai contratti di lavoro precedentemente somministrati.

Una soluzione, dunque, quella individuata dal consiglio comunale riunito in sessione straordinaria, che ricalca quella presa qualche settimana fa dalla giunta comunale, la quale inviò una lettera alla Corte dei Conti in cui si chiedeva un parere preventivo sulla possibilità dell’applicazione di una «soluzione conciliativa». In quell’occasione, i magistrati contabili giudicarono la richiesta comunale «irricevibile».

Intanto il presidio degli ex interinali, installato in piazza Italia ormai da più di un mese, continua, e per il 23 febbraio prossimo gli ex di Attiva organizzeranno un corteo che si terrà all’Aquila, in occasione del consiglio regionale convocato nel capoluogo regionale. Una manifestazione alla quale si dovrebbe unire anche un centinaio di precari della Asl dell’Aquila. «Intanto», ha annunciato al termine del consiglio comunale di ieri Da Silva, «domani ci riuniremo per capire quale sia il da farsi».

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