I precedenti, è la terza volta su 5 riforme La prima fu la «legge truffa» di De Gasperi

11 Ottobre 2017

È la terza volta, dall’avvento della Repubblica, che viene posta la fiducia sulla legge elettorale. La prima fu nel 1953 ad opera dal governo di Alcide De Gasperi il 21 gennaio alla Camera, in una...

È la terza volta, dall’avvento della Repubblica, che viene posta la fiducia sulla legge elettorale.
La prima fu nel 1953 ad opera dal governo di Alcide De Gasperi il 21 gennaio alla Camera, in una seduta, poi passata alla storia, che si concluse con «tumulti» in Aula. Al Senato, invece, la legge passò due mesi dopo, la domenica delle Palme del 29 marzo, senza il ricorso alla fiducia. Si trattava di quella che l'opposizione definì la «legge truffa», che assegnava un premio di governabilità al partito che superava il 50% dei voti validi. Nelle elezioni dello stesso anno il meccanismo non scattò, lasciando a bocca asciutta i promotori della Dc, e l'anno dopo la legge fu abrogata.
In tempi assai più recenti fu il governo di Matteo Renzi a porre la fiducia sull'Italicum, l’ultima legge elettorale approvata, nell'aprile 2015. Tecnicamente le fiducie furono tre, una per ciascun articolo e furono votale la prima il 29 aprile e le altre due il 30. Il 4 maggio l'Italicum fu approvato a scrutinio segreto con 334 voti a favore, 61 contrari e 4 astenuti. Ma anche in questo caso il via libera con la fiducia non portò bene alla riforma, poi naufragata con la vittoria del No al referendum costituzionale contro il bicameralismo perfetto.
Tra la legge truffa e l'Italicum, altre due riforme elettorali sono state approvate invece senza ricorso alla fiducia: il Mattarellum nel 1993, votato da una maggioranza trasversale, e il Porcellum nel 2005, con i soli voti della maggioranza di centrodestra. La legge fu approvata definitivamente in Senato con 160 sì.