I primi 25 anni di Abruzzo divers

5 Marzo 2016

L’associazione presieduta da Petrella promuove l’attività subacquea nelle scuole

PESCARA. Ai miei allievi dico sempre che per essere un buon subacqueo non basta la didattica: il 30 per cento arriva certamente dalla tecnica acquisita, ma l’altro 70 per cento dipende dalla testa e quella ce la devi mettere tu». La spiega così Stefano Petrella, 59 anni il 18 aprile prossimo, presidente dell’associazione Abruzzo divers, specializzata da anni nell’esplorazione delle profondità marine e nella formazione di subacquei e istruttori.

L’associazione, attiva sul territorio pescarese con il proprio quartier generale al centro sportivo Le Naiadi, nel mese di febbraio ha festeggiato i 25 anni di attività e aperto le porte agli studenti di alcune scuole superiori cittadine grazie a una convenzione che ha permesso ai ragazzi di effettuare una prova di respirazione gratuita in piscina. Abruzzo divers è affiliata al Coni, vanta 135 iscritti tra adulti e bambini dagli 8 anni ai 70 anni «basta che siano in condizioni fisiche accettabili» e utilizza la didattica denominata Nadd. Inoltre, dal primo gennaio scorso, è stata riconosciuta centro di formazione per gli istruttori.

Lo staff è composto dal presidente Stefano Petrella, che ha la qualifica di estractor training, la più alta in ambito didattico, e altri cinque istruttori Marco Angelozzi, Domenico Pantalone, Massimo Lachi, Marco Zazzara ed Emanuele Carota. I brevetti sono green diver poiché l’associazione ha un occhio di riguardo per la tutela dell’ambiente e la pulizia dei fondali.

«Bisogna essere tranquilli e rispettosi delle regole per non avere problemi nell’andare sott’acqua», ammonisce Petrella dall’alto della sua esperienza nelle acque comprese tra il mar Rosso e la Nuova Guinea, «solo chi è spavaldo e tenta di modificare, leggere a modo proprio o rivedere le regole si sottopone a dei rischi. Nella mia vita ho rilasciato 500-600 brevetti, ho portato in acqua migliaia di persone e non si è mai verificato un incidente. In acqua possono capitare varie situazioni di emergenza, ma i pericoli non ci sono se ci si comporta con intelligenza».

Le attività spaziano dai corsi subacquei, a tutti i livelli, alle immersioni fuori porta per gli associati e le loro famiglie in Italia, nel Mediterraneo, e all’estero .

Entro marzo è in programma un fine settimana a Ischia, dal venerdì alla domenica. Un appuntamento al quale parteciperanno 43 persone, ma nel resto dell’anno ci si sposta in gruppo tra Ventotene, l’isola del Giglio, Maldive, Filippine, Caraibi, Bahamas e Indonesia.

Basta che ci sia la possibilità di immergersi e scoprire i tesori del mare: coralli, tartarughe marine, delfini, squali, pesci pagliaccio e altre meraviglie.

«Purtroppo, i fondali dell’Adriatico sono sabbiosi», sottolinea Stefano Petrella, «siamo un po’ penalizzati rispetto al resto d’Italia, ma i biologi marini dicono che da noi c’è la migliore varietà».

Ylenia Gifuni

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