I primi 25 anni di Abruzzo divers

L’associazione presieduta da Petrella promuove l’attività subacquea nelle scuole
PESCARA. Ai miei allievi dico sempre che per essere un buon subacqueo non basta la didattica: il 30 per cento arriva certamente dalla tecnica acquisita, ma l’altro 70 per cento dipende dalla testa e quella ce la devi mettere tu». La spiega così Stefano Petrella, 59 anni il 18 aprile prossimo, presidente dell’associazione Abruzzo divers, specializzata da anni nell’esplorazione delle profondità marine e nella formazione di subacquei e istruttori.
L’associazione, attiva sul territorio pescarese con il proprio quartier generale al centro sportivo Le Naiadi, nel mese di febbraio ha festeggiato i 25 anni di attività e aperto le porte agli studenti di alcune scuole superiori cittadine grazie a una convenzione che ha permesso ai ragazzi di effettuare una prova di respirazione gratuita in piscina. Abruzzo divers è affiliata al Coni, vanta 135 iscritti tra adulti e bambini dagli 8 anni ai 70 anni «basta che siano in condizioni fisiche accettabili» e utilizza la didattica denominata Nadd. Inoltre, dal primo gennaio scorso, è stata riconosciuta centro di formazione per gli istruttori.
Lo staff è composto dal presidente Stefano Petrella, che ha la qualifica di estractor training, la più alta in ambito didattico, e altri cinque istruttori Marco Angelozzi, Domenico Pantalone, Massimo Lachi, Marco Zazzara ed Emanuele Carota. I brevetti sono green diver poiché l’associazione ha un occhio di riguardo per la tutela dell’ambiente e la pulizia dei fondali.
«Bisogna essere tranquilli e rispettosi delle regole per non avere problemi nell’andare sott’acqua», ammonisce Petrella dall’alto della sua esperienza nelle acque comprese tra il mar Rosso e la Nuova Guinea, «solo chi è spavaldo e tenta di modificare, leggere a modo proprio o rivedere le regole si sottopone a dei rischi. Nella mia vita ho rilasciato 500-600 brevetti, ho portato in acqua migliaia di persone e non si è mai verificato un incidente. In acqua possono capitare varie situazioni di emergenza, ma i pericoli non ci sono se ci si comporta con intelligenza».
Le attività spaziano dai corsi subacquei, a tutti i livelli, alle immersioni fuori porta per gli associati e le loro famiglie in Italia, nel Mediterraneo, e all’estero .
Entro marzo è in programma un fine settimana a Ischia, dal venerdì alla domenica. Un appuntamento al quale parteciperanno 43 persone, ma nel resto dell’anno ci si sposta in gruppo tra Ventotene, l’isola del Giglio, Maldive, Filippine, Caraibi, Bahamas e Indonesia.
Basta che ci sia la possibilità di immergersi e scoprire i tesori del mare: coralli, tartarughe marine, delfini, squali, pesci pagliaccio e altre meraviglie.
«Purtroppo, i fondali dell’Adriatico sono sabbiosi», sottolinea Stefano Petrella, «siamo un po’ penalizzati rispetto al resto d’Italia, ma i biologi marini dicono che da noi c’è la migliore varietà».
Ylenia Gifuni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

