I ragazzi raccontano: nessuno ci controlla all’ingresso

7 Luglio 2020

PESCARA. «Ero con i miei amici sabato sera in un locale della riviera quando a un centro punto sono entrati i poliziotti con i megafoni. Hanno iniziato a scandire che gli assembramenti sono vietati e...

PESCARA. «Ero con i miei amici sabato sera in un locale della riviera quando a un centro punto sono entrati i poliziotti con i megafoni. Hanno iniziato a scandire che gli assembramenti sono vietati e che c’è l’obbligo di mantenere le distanze di sicurezza. Tutti i ragazzi ai tavoli e quelli in fila per prendere i drink si sono riversati fuori al locale, accalcandosi sulla riviera. Quasi nessuno indossava la mascherina». Il racconto è di una 16enne che ha assistito sabato notte a uno dei blitz delle forze dell’ordine sulla riviera nord, per il primo fine settimana di riapertura dei locali da ballo, con i fari puntati su assembramenti e alcol ai minorenni. Come confermano la ragazzina e una sua compagna, il locale sabato sera risultava «molto più affollato del solito, nonostante il servizio di sicurezza all’esterno garantito con due steward». «Tutti entravano liberamente», ammettono le due giovanissime, «noi eravamo in gruppo e ci siamo accomodate ai tavoli con i nostri amici, senza firmare nessuna autodichiarazione all’ingresso. Non abbiamo ordinato alcolici, ma chi lo ha fatto ha dovuto mostrare i documenti ai barman. Non so come si possano aggirare i controlli, forse si sono passati tra loro il bicchiere. In generale il problema è stato che continuavano a entrare persone nel locale e per tutti è diventato impossibile mantenere le distanze di sicurezza, specialmente quando si faceva la fila al banco per prendere i drink. C’era molta più gente di quella che troviamo durante la settimana». Un altro nodo per le adolescenti riguarda l’uso delle mascherine: «Se nessuno le indossa e se non ci sono controlli», dice una di loro, «allora diventa inutile portarle anche per noi». (y.g.)
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