I Rangers si difendono: vittime di un agguato
«Sono stati gli ultrà del Latina a tirarci oggetti. Perché non si pensa piuttosto alle risse in Parlamento?»
PESCARA. Per i Pescara Rangers la Digos si sbaglia, non sono stati i pescaresi a provocare ma, anzi, i biancazzurri sono stati vittime di un agguato.
A ricostruire cos’è accaduto in via Dei Mille a Latina, poco prima del fischio di inizio della partita, è uno dei capi ultrà, Marco dei Pescara Rangers andato in trasferta a Latina. «Quest’anno», spiega il tifoso, «abbiamo fatto un’altra strada rispetto a quella dell’anno scorso proprio per evitare problemi. Una volta arrivati a Latina», prosegue ancora il tifoso, «i miei compagni di viaggio mi hanno detto che forse stavamo prendendo comunque la stessa strada dello scorso anno ma, d’altronde, a Latina c’è un unico cartello con la scritta stadio, non è come a Pescara. Comunque, una volta arrivati, poco prima del punto dov’è accaduta la confusione abbiamo trovato le transenne e i vigili urbani. Sono stati loro ad aprirci», dice l’ultrà, «indicandoci la strada per arrivare al nostro settore».
Ma neanche il tempo di scendere dalla macchine – due pullmini da nove posti e quattro auto – spiega ancora l’ultrà dei Rangers «che i tifosi nerazzurri hanno iniziato a tirarci oggetti e bottiglie mentre eravamo ancora all’interno delle nostre macchine».
A quel punto, spiega il tifoso pescarese, una volta scesi dai pullmini ci sarebbe stata la rissa. «Hanno iniziato loro», dicono i tifosi biancazzurri. «Che ha fatto D’Angelo? Niente, lui era davanti perché è uno dei capi ultrà, ecco perché se la sono presa con lui ma non c’entra».
I tifosi del Pescara, a quel punto, hanno anche deciso di non andare allo stadio anche perché, nel frattempo, per un tifoso biancazzurro, dopo la rissa, si erano rese necessarie le cure a causa di una ferita. «Sono stati quelli del Latina», continua a ripetere Marco dei Rangers che aggiunge anche: «Perché la verità è che noi tifosi siamo trattati come la peggio specie. Fanno le risse in Parlamento e se la prendono con i tifosi. Noi», conclude uno dei capi ultrà del Pescara, «abbiamo le famiglie e i bambini e vogliamo andare alle partite con serenità. Chi ha sbagliato pagherà», conclude Marco dei Pescara Rangers, «ma a Latina non siamo stati noi a iniziare». Si terrà stamattina, comunque, l’udienza di convalida per il tifoso del Pescara arrestato dopo gli scontri all’esterno dello stadio di Latina. (p. au.)
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