I residence turistici diventano abitazioni: il Consiglio dice sì

6 Novembre 2020

Francavilla. Approvata la proposta, la tassa ridotta del 60% La Lega: «Così spariranno gli edifici in stato di abbandono»

FRANCAVILLA. Il Comune di Francavilla, guidato dal sindaco Antonio Luciani, ci riprova e unendo la crisi del settore edilizio con la voglia di cancellare per sempre la brutta immagine di tutti gli edifici presenti in città e abbandonati da anni, offre ai costruttori la possibilità di convertire gli immobili, trasformandoli da turistico-ricettivi in residenziali.
Questa volta il consiglio comunale, che ha approvato all'unanimità l'iniziativa nell'ultima seduta, si è spinto oltre rispetto a dove si era fermato nelle precedenti circostanze, arrivando a concedere uno sconto sulla tassa di conversione del 60 per cento. Questo perché, occorre spiegarlo, in base al regolamento comunale, oggi per poter perfezionare la trasformazione occorrerebbe pagare una somma di 670 euro al metro quadro. Con l'ultima delibera però, si è deciso di intervenire proprio su questo fattore, portandolo a 268 euro.
In precedenza, nel 2017, era stato sempre il Comune a proporre una misura analoga, abbassando la tassa a 335 euro (il 50 per cento), non riscuotendo tuttavia l'interesse del settore. Da quello che filtra, stavolta qualcosa potrebbe muoversi: dietro la delibera infatti ci sarebbe già stato l'interesse di qualche imprenditore disposto a investire, per riqualificare una o più costruzioni potenzialmente interessate.
Tra queste c'è sicuramente l'ecomostro, conosciuto anche come residence Le Vele, sulla riviera al confine con Pescara, di cui oggi è presente solo lo scheletro, dopo che i lavori, iniziati nel 2008, si sono interrotti senza più riprendere. Non solo, però: altri edifici come l'hotel Vega, l'hotel La Fenice, o l'hotel Vittoria rientrerebbero a pieno titolo nell'iniziativa approvata dal consiglio, a patto che si trovi qualcuno disposto ad intervenire economicamente. Dall'altro lato poi, rimarrebbero gli incassi per le casse comunali, messe a dura prova dal periodo di crisi con conseguente stop e rimodulazione per la riscossione dei tributi.
Insomma, un modo per far girare e ripartire l'economia, che ha messo d'accordo i consiglieri di maggioranza e opposizione, come dimostra anche la nota diffusa dalla Lega. «In questo momento storico di congiuntura economica negativa, vogliamo essere vicini agli imprenditori dell'attività edilizia», si legge in una nota diffusa dal partito, «ci auguriamo, inoltre, che così facendo, i cittadini non dovranno assistere più alla vista di simili strutture in stato di totale abbandono, che deturpano il decoro della città». Da quello che si apprende, il pagamento della tassa di conversione dovrebbe avvenire in tre distinte tranche: la prima, del 40 per cento, al momento del rilascio del permesso di costruire. La seconda del 30 per cento entro dodici mesi dall'inizio dei lavori e il rimanente 30 per cento alla fine dei lavori, o comunque entro il termine di validità del permesso. L'auspicio di tutti è che stavolta l'iniziativa non cada nel vuoto.
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