I residenti: siamo scappati per le scale invase dal fumo
«Abbiamo sentito rumori, uno dopo l’altro, tipo degli scoppi, e ci siamo svegliati di soprassalto. Poi, siamo scesi in strada: le scale erano piene di fumo nero e siamo scesi di corsa con le mani...
«Abbiamo sentito rumori, uno dopo l’altro, tipo degli scoppi, e ci siamo svegliati di soprassalto. Poi, siamo scesi in strada: le scale erano piene di fumo nero e siamo scesi di corsa con le mani davanti alla bocca e al naso. Per fortuna, è successo di mattina: se fosse accaduto di notte sarebbe stata una tragedia». Così racconta una residente della casa popolare di via Lago di Capestrano 17: nell’androne del palazzo sono stati incendiati 8 motorini e una bicicletta. Il fuoco ha danneggiato due appartamenti. «Guarda com’è ridotta la nostra povera casa», dice una bambina di 6 anni davanti ai muri anneriti. I residenti si affacciano alle finestre e raccontano la paura scampata: «Abbiamo capito subito che stava succedendo qualcosa, ma i vigili del fuoco sono arrivati subito e hanno evitato una strage», dice un altro abitante. I cittadini rivelano che nell’appartamento al primo piano, proprio sopra all’androne in cui è scoppiato il rogo, c’erano anche bombole di gas usate per cucina e riscaldamento: «Per fortuna i vigili del fuoco sono arrivati prima che le fiamme attaccassero anche quell’appartamento, altrimenti sarebbe esploso tutto». Ma l’alloggio con il balcone annerito è a rischio: tre ore dopo l’incendio, appena terminati i rilievi della polizia scientifica, gli operai dell’Ater hanno puntellato il solaio per evitare crolli. L’appartamento è stato dichiarato inagibile. E inagibile è anche una stanza di un altro appartamento vicino. (p.l.)

