I ristoratori di Pescara Vecchia «Niente risse, qui arte e cultura»

8 Novembre 2019

I titolari dei locali replicano alle accuse di caos e violenze arrivate dai commercianti del centro «Un attacco immotivato che fa male, piuttosto lavoriamo insieme per risolvere i problemi di tutti»

PESCARA. L’etichetta di movida pericolosa, data dai ristoratori e commercianti del centro ai colleghi di Pescara Vecchia, non è andata giù ai destinatari, che il giorno dopo rispondono cercando un dialogo costruttivo piuttosto che lo scontro. Il primo a intervenire è il vicepresidente del consorzio Pescara Vecchia Leo Sfamurri: «Non vogliamo fare la guerra, non serve a nessuno. Certo, dispiace che certe accuse arrivino da nostri colleghi. Non siamo come ci hanno descritto. Lavoriamo dalla mattina alla sera per organizzare appuntamenti ed eventi, come il “Giovedì unico”, il venerdì estivo per i bimbi, la recente serata di Halloween o il Fla, e siamo felicissimi di come il pubblico apprezzi e premi i nostri sforzi. Un attacco come quello letto sul giornale fa male, anche perché nato da giornalisti che sono andati tra le vie del centro per parlare di un episodio accaduto lì, e i commercianti della zona hanno tirato di mezzo Pescara Vecchia senza alcun motivo. Tra l’altro, molti di loro lo hanno fatto senza nemmeno metterci la faccia».
«Ognuno ha i suoi problemi e bisogna lavorare per risolverli senza mettere la testa sotto la sabbia», continua Sfamurri, «gli episodi di violenza purtroppo possono accadere, sarei un ipocrita ad affermare il contrario. Qualche anno fa abbiamo avuto situazioni di criticità, che abbiamo affrontato con controlli e un codice di autoregolamentazione».
Analogo il pensiero di Alessandro Acquaviva, direttore artistico degli eventi culturali di Pescara Vecchia: «Il ritratto che i colleghi della zona centrale hanno tracciato di noi non rispecchia la realtà. Abbiamo avviato con l’attuale amministrazione un progetto di riqualificazione e cura del centro storico, anche con il nostro contributo economico. Chiediamo più sicurezza con la presenza di forze dell’ordine, ci siamo dati un codice di controllo per gli orari di chiusura, abbiamo deciso di puntare su arte e cultura e non solo su discoteche e pub».
Antonio Morelli dello Scumm definisce quello dei commercianti del centro «un atteggiamento illogico e provinciale, quando si dovrebbero affrontare insieme le problematiche». Per Marco di Al Solito Posto «è assurdo quanto affermato dai colleghi di via Battisti, che farebbero bene a pesare le parole prima di rilasciare interviste». Krizia Sportelli, che gestisce la comunicazione degli esercenti del centro storico preferisce evidenziare «le attività culturali, come Fla, Halloween e ristorazione, che coinvolgono una fascia d’età piuttosto adulta e selezionata».
Proprio dal Fla arriva una nota di Vincenzo D’Aquino, secondo cui «non c'è nessuna emergenza sicurezza a Pescara Vecchia, dove ho abitato per diversi anni. Al contrario la zona si sta riscoprendo cuore pulsante dell’arte e della cultura pescarese».
Per l’assessore Alfredo Cremonese «a Pescara per fortuna non c’è la macro criminalità, ma purtroppo si verificano episodi di micro criminalità che stiamo fronteggiando. Ho parlato con commercianti di più zone della città e non ho notato uno scollamento tra di loro. Bisogna curare sia il centro che la città vecchia: il recente Festival della Rivoluzione ha dimostrato che ciò è possibile, con piazza Salotto piena per il concerto di Enrico Ruggeri e anche Pescara Vecchia per Michele Placido e altri ospiti. Come amministrazione», conclude, «ci impegniamo a intensificare controlli, installare telecamere e aumentare con le forze dell’ordine gli alcol test. Spesso l’eccessivo consumo di alcolici rappresenta la miccia dei disordini».
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