I ristoratori: per noi cambia poco, resta il caro bollette

22 Settembre 2022

PESCARA. Da questo fine settimana il pesce fresco locale tornerà sui banchi dei mercati e delle pescherie, ma per i ristoratori la situazione resta difficile e, riguardo ai prezzi, non si prevedono...

PESCARA. Da questo fine settimana il pesce fresco locale tornerà sui banchi dei mercati e delle pescherie, ma per i ristoratori la situazione resta difficile e, riguardo ai prezzi, non si prevedono grandi cambiamenti. «Non è questione di pesce fresco», spiega Carlo Ferraioli di Confcommercio, «perché ormai c'è sempre. I problemi sono le bollette, i costi dei prodotti che cerchiamo di non accollare ai clienti: è tutto a carico nostro. Ultimamente, sto pagando il pesce il 20/25% in più rispetto a prima. Non penso che la situazione cambierà almeno sino a ottobre. È vero che la nostra marineria è tornata in mare, ma altre sono ancora ferme. Di conseguenze, vengono da fuori regione per partecipare alle nostre aste. Siamo sempre allo stesso punto». Anche per Claudio D'Arcangelo, rappresentante di Confesercenti, «il problema non è il pesce. Quello c'è e si trova. La questione è che siamo in una situazione fuori da ogni logica per le spese fisse e le utenze, aumentate di due volte e mezzo. Di conseguenza qualche aumento nei menù c'è». «Con il ritorno in mare», fa presente Massimiliano Pisani, presidente di Confartigianato Commercio Pescara, «i prezzi dovrebbero scendere. In ogni modo il problema è che tutto costa 4 volte di più. Anche sui prezzi del pesce c'è caos. Ad esempio, il San Pietro che prima costava 50 euro al chilo all’ingrosso, ora ne costa 15. Le alici che una volta venivano regalate adesso sono arrivate sui 12-13 euro al chilo. Serve più coscienza». (a.d.f.)