I saldi non danno frutti: le vendite calano del 50%

Gli esercenti di Sant’Alfonso e Sirena lamentano affitti alti e poche attrattive Nastasi: «Situazione sempre peggiore, uniamoci per trovare una soluzione»
PESCARA. Affitti alti, affari a rilento, negozi che chiudono, poche attrattive e la sempre presente ombra dei centri commerciali. Che si tratti di Sant’Alfonso o della Sirena, il quadro del commercio cittadino fotografato dagli stessi protagonisti è tutt’altro che incoraggiante.
L’ultimo anno è stato piuttosto pesante: neanche l’avvio dei saldi è riuscito a risollevare la situazione, così come non ce l’aveva fatta il week end del Black Friday. Il confronto con il passato è impietoso, tanto che in alcuni casi si arriva a segnare un più che preoccupante meno 50% sul giro di affari. È il caso di Horo Fashion Store di Elisabetta Scataglini, che in piazza Sant’Alfonso guida la sua attività dal 2017: «Rispetto allo scorso anno gli incassi si sono dimezzati», analizza con amarezza, «i clienti, anche quelli abituali, si vedono sempre meno. Anzi, quel poco che siamo riusciti a fare è stato grazie a persone che prima non erano mai entrate in negozio. I motivi? Sono parecchi», continua la commerciante, «sicuramente in piazza manca un’attrattiva in grado di richiamare gente, ma anche gli affitti dei locali commerciali sono troppo alti rispetto al volume d’affari. Qui navighiamo tutti nella stessa barca, da chi vende abiti fino alla caffetteria o al salumiere. Penso che i proprietari dovrebbero studiare una soluzione per favorire l’economia, soprattutto nei mesi invernali, i più difficili. Non è un caso», conclude Scataglini, «che qui intorno non apra più nessuno, e chi prova a farlo poco dopo chiude». E neanche i saldi aiutano: «Ho messo molti articoli in sconto al 50%, ma anche questo non ha influito».
Dello stesso avviso Lorenzo Petrongolo, presidente dell’associazione Asterope: «Bisognerebbe fare qualcosa per stimolare nuove attività, soprattutto di quei locali aperti la sera. Questa zona da una cert’ora in poi resta deserta».
Ma se a Sant’Alfonso lamentano la mancanza di un’attrattiva, anche alla Sirena, dove tra albero e luci natalizie l’amministrazione ha voluto dare un certo tocco, le cose non vanno meglio. A testimoniarlo è Maurizio Nastasi, titolare del negozio Lecocò e presidente dell’associazione Francavilla Centrale: «Più passa il tempo e più la situazione peggiora», dice laconico Nastasi, «se si va avanti così l’intera zona rischia di morire. Quest’anno il Comune, seguendo quello che avevamo chiesto, ci ha regalato degli addobbi natalizi di assoluto rilievo. Ma neanche questo è bastato», sottolinea il presidente di Francavilla Centrale, «probabilmente dovremmo fare qualcosa in più anche noi commercianti, provando a ragionare tutti insieme senza curare ciascuno il proprio orticello».
E poi torna sul problema legato ai centri commerciali: «È chiaro che la forza del gigante schiaccia il piccolo. Anche adesso», aggiunge Nastasi, «con l’inizio dei saldi loro sono presi d’assalto, mentre da noi si fa fatica a sopravvivere. Ma questa situazione non è nuova, va avanti da oltre un decennio. Spetta a noi trovare una soluzione, almeno per rimanere a galla».
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