I senegalesi sfrattati anche dalla spiaggia

17 Giugno 2017

Rimosse dalle forze dell’ordine tende e cucine da campo, ma dopo qualche ora gli extracomunitari tornano sul litorale

MONTESILVANO. Nuovo pugno di ferro contro la comunità senegalese. Dopo lo sgombero del “ghetto” di via Ariosto avvenuto nelle scorse settimane, il quartiere più turistico della città si è riempito nuovamente di forze dell'ordine ieri mattina all’alba con l’obiettivo di liberare l’accampamento che da qualche giorno si era creato sulla spiaggia libera all’altezza dei Grandi Alberghi, sollevando le rimostranze di operatori turistici e bagnanti. Una ventina di senegalesi rimasti senza tetto aveva, infatti, provveduto a posizionare tende e cucine da campo sul litorale, rifiutando qualsiasi collaborazione con il Comune.
Da qui, l’operazione di ieri, disposta e coordinata dal Comando provinciale di Pescara, che ha impegnato 20 carabinieri di Montesilvano, coordinati dal comandante Vincenzo Falce, 10 vigili urbani e il personale della capitaneria di porto di Pescara. Nel corso delle operazioni sono stati censiti 17 giovani nordafricani, 10 dei quali risultati irregolari e sui quali sono in corso accertamenti dell’ufficio immigrati della questura di Pescara.
Nell’operazione è stata coinvolta anche la ditta Formula Ambiente che ha provveduto alla rimozione dei rifiuti accatastati nell’area. «Non possiamo accettare comportamenti palesemente contrari alle regole di civile convivenza», commenta il sindaco Francesco Maragno ricordando come l’amministrazione abbia cercato soluzioni alternative temporanee, che in molti però hanno rifiutato. «Continueremo a interloquire con quanti realmente dimostreranno la volontà di integrarsi, ma saremo fermi nel contrastare e condannare qualunque azione possa mettere a repentaglio l’incolumità pubblica o condizionare negativamente l’economia e il turismo cittadino». Ma il problema ancora una volta resta quello di capire dove andranno adesso i senegalesi senza casa, dal momento che non sembra loro intenzione allontanarsi dalla zona. Già nelle prime ore del pomeriggio di ieri, infatti, una decina di ex inquilini di via Ariosto era tornata sulla spiaggia sgomberata portando nuovamente con sé valigie, biciclette, coperte, pentole e gli immancabili bongos. Un gruppo di senegalesi, invece, da qualche giorno si è spostato nella spiaggia libera di via L’Aquila sollevando le lamentele di turisti e residenti. «Sono lì giorno e notte», spiega una nonna di Pratola Peligna in vacanza con la nipotina, «e fanno i loro bisogni in spiaggia, vicino alle siepi. Il risultato è un odore nauseabondo sul lungomare e molta preoccupazione per la nostra estate». A segnalare la presenza ingombrante degli africani in spiaggia anche un montesilvanese, cliente di Bagni Bruno: «Ero al mare con mia figlia e ho visto uno di loro fare i propri bisogni in acqua». La speranza di chi frequenta la zona è che le forze dell’ordine possano intervenire anche su questo tratto di litorale. A puntare il dito contro il giro di vite attuato contro i senegalesi, invece, sono gli esponenti della Sinistra. «In 6 mesi dall’ordinanza di sgombero», commenta Corrado Di Sante di Rifondazione comunista, «l’amministrazione non è riuscita a trovare una soluzione che avesse cura prima di tutto dalla dignità delle persone. Sgombero dopo sgombero muore la politica. Servono politiche abitative, servizi sociali».