I senegalesi sgomberano l’area ma ora non sanno dove andare

9 Agosto 2015

L’ordinanza del Comune resta in vigore. Gli ambulanti rimuovono bombole, bancarelle e auto Il sindaco: «Massima disponibilità per chi rispetta le regole». Cuzzi: «Sì al mercatino di prodotti etnici»

PESCARA. Via le bombole del gas, via la baracca abusiva spuntata tra le bancarelle, e via pure le auto parcheggiate sotto il muraglione delle ferrovie, usate come depositi. Sono sparite anche alcune bancarelle, insieme a buste e bustoni di merce contraffatta. È cominciato ieri pomeriggio lo smantellamento del mercatino dei senegalesi nell’area di risulta. E si è trattato di un “auto-sgombero”, come lo hanno definito gli ambulanti, cioè un’operazione di pulizia in autonomia avviata dopo quasi mezza giornata di trattative con il Comune, che nei giorni scorsi ha disposto «l’immediato allontanamento di tutti gli abusivi» e l’istituzione del «divieto di transito e di fermata» con tanto di rimozione in caso di mancato rispetto.

In vista di un imminente sgombero forzato da parte delle forze dell’ordine e temendo uno «scontro sociale», che qualcuno ha paventato in difesa della comunità senegalese, si è cercato un punto di incontro ed è stato trovato con il coinvolgimento del prefetto Vincenzo D’Antuono. I senegalesi hanno fatto la loro parte cominciando a rimuovere ciò che è illegale, ottenendo rassicurazioni che l’esecuzione dell’ordinanza avverrà nella maniera più tranquilla possibile. Ma è solo l’inizio di un percorso, perché manca un’area alternativa dove sistemare queste persone, che sono quasi 300, e poi vanno regolarizzati tutti gli ambulanti, considerato che al momento non hanno licenze per svolgere l’attività. Ad annunciare che il Comune non sarebbe tornato indietro è stato il sindaco Marco Alessandrini, con l’assessore Giacomo Cuzzi e il presidente del Consiglio Antonio Blasioli. In mattinata hanno spiegato a una delegazione di senegalesi, ai rappresentanti della Cgil, al Coordinamento dei migranti e ai rappresentanti di Sel che l’ordinanza «non sarà sospesa» perché nasce per contrastare una serie di pericoli insiti in quel mercatino, sotto il profilo igienico-sanitario ma anche dell’ordine e della sicurezza pubblica. «Non si può far finta che il problema non esista, anche se sono consapevole dell’importanza di questo insediamento», ha detto Alessandrini. «Lì c’è una violazione palese delle norme, non solo per la contraffazione. Da parte nostra», ha proseguito, «c’è massima disponibilità nei confronti di chi rispetta le regole e possiamo individuare un’altra area, essendoci la disponibilità della Regione a dare un contributo». «Pensiamo a un mercatino di prodotti etnici, in un primo momento itinerante e poi in un’area fissa ma è fondamentale che gli ambulanti si mettano in regola in Comune, già da lunedì», ha aggiunto Cuzzi spiegando che la soluzione potrebbe essere la costituzione di una associazione. «Come prima cosa, però, l’area va liberata, altrimenti lo sgombero si farà».

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