I sindacati in piazza: «Serve più personale per Asl e ospedali»

17 Settembre 2021

Puglielli (Cgil): garanzie per i precari assunti durante il Covid Lunedì prossimo la manifestazione dei lavoratori a Pescara  

«Scenderemo in piazza lunedì 20 settembre per denunciare le carenze di personale negli ospedali e nelle Asl, ma non solo. L’intera sanità abruzzese ha bisogno di essere riorganizzata e la Regione deve darci delle risposte concrete». L’ha annunciato Paola Puglielli, segretaria della Cgil Abruzzo Molise, che ieri, insieme a Vincenzo Mennucci (segretario generale della Fp-Cisl Fp Abruzzo-Molise) e Pino De Angelis (segretario generale della Uil Fpl Abruzzo) ha definito, in una conferenza stampa, i temi al centro della manifestazione di lunedì prossimo, che si svolgerà in piazza Alessandrini, a Pescara, davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità. I sindacati hanno chiesto ufficialmente un incontro all’assessore Nicoletta Verì, e la manifestazione di lunedì coinvolgerà quasi tutti gli operatori del mondo della sanità abruzzese: dai lavoratori delle Asl ai precari delle agenzie interinali assunti appositamente per la lotta al Covid. «Vogliamo mettere insieme le diverse anime della sanità abruzzese», prosegue Puglielli, «sempre cercando di dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini». I temi su cui i sindacati sono pronti a dare battaglia sono molteplici, ma entriamo nel dettaglio.
I PRECARI DEL COVID. In cima alla lista delle preoccupazioni, c’è il futuro degli operatori sanitari assunti per far fronte all’emergenza Covid. «Solo a Pescara», fa notare Puglielli, «parliamo di circa 120 operatori sociosanitari che rischiano di trovarsi presto senza lavoro. In totale, in Abruzzo, ne sono più di 800 ma anche su questo la Regione non ha ancora fatto chiarezza». Si tratta di medici e dirigenti assunti per far fronte alla pandemia, e per i quali i sindacati chiedono un piano di assunzioni congruo.
LE ESTERNALIZZAZIONI. L’altro grande tema sul tavolo riguarda i servizi esternalizzati dalle Asl a vantaggio delle aziende e delle cooperative.
«Chiediamo che questi servizi tornino ad essere di dominio pubblico», dicono i sindacati, «non ne possiamo più della continua messa in discussione del posto di lavoro, magari dopo decenni di lavoro all’interno del servizio sanitario».
Ci sarà anche da ridiscutere il rinnovo del contratto per i lavoratori delle strutture private.
LA RETE OSPEDALIERA. Si tratta del piano che dovrebbe riordinare la rete ospedaliera abruzzese che la Regione sta discutendo da mesi.
Secondo i sindacati, senza le adeguate garanzie, molte iniziative regionali «rischiano di partire senza le gambe, cioè senza il personale necessario per svolgere tutto quello che il progetto prevede sulla carta».
La volontà della Regione è rinforzare i servizi sanitari di prossimità e tutto il comparto della prevenzione che il Covid ha sconvolto: «Vogliamo ricomporre ciò che la politica negli anni ha spezzato e diviso», conclude Paola Puglielli, «nel progetto della nuova rete ospedaliera sono previste tante novità (come per esempio la creazione di 28 Case della salute per i servizi sanitari di base ai cittadini distribuiti sul territorio, ndr)). Ma senza il personale, purtroppo, sono progetti destinati a restare solo sulla carta».
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