I sindacati: niente più vittime sul lavoro

22 Settembre 2023

Le richieste per migliorare i redditi: tredicesime da detassare e riduzione del cuneo fiscale

PESCARA. Le morti sul lavoro, il rinnovo dei contratti, tassi di interesse e costo della vita troppo alti, che hanno diminuito la capacità di spesa dei lavoratori. Sono i temi affrontati, nell'Abruzzo Summit Economy, dai sindacati nazionali presenti all'evento, che hanno annunciato «un’ampia mobilitazione che non esclude lo sciopero generale». «Ci aspettiamo interventi che pongano un qualche tipo di argine all’aumento del costo della vita. Crediamo che il taglio del cuneo fiscale, che termina a dicembre, possa essere reso strutturale», le parole del segretario generale Ugl, Francesco Paolo Capone. Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, e Giorgio Graziani, segretario confederale Cisl, hanno posto l'accento sulle vittime sul lavoro, che continuano a crescere in modo esponenziale. «Sindacati e imprese possono fare molto», hanno detto, «ma può fare molto anche la politica, visto che continuiamo a piangere oltre 1.300 vittime ogni anno e non c’è verso di abbassare questo numero. Eppure, abbiamo un piano normativo e delle leggi piuttosto chiare. Evidentemente non è sufficiente: la proposta che abbiamo fatto al governo è di introdurre il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e nelle scuole superiori».
«Siamo mobilitati per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla partecipazione, che ha una logica di visione di futuro», ha detto Graziani. Quanto alla manovra, «si aspetta di vedere i passi del governo, al quale abbiamo presentato le nostre idee». Al centro ci sono «riduzione strutturale del cuneo fiscale, tredicesima detassata, un segnale forte sulle pensioni, un’adeguata politica dei redditi. Ci aspetta un autunno difficile, anche considerando i temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro: siamo di fronte a emergenze continue, alle quali dobbiamo rispondere insieme attraverso un grande patto che sia in grado di guardare in positivo al futuro».
«Finora, sulla manovra non ci sono stati confronti veri con questo governo e discussioni, magari anche animate, per arrivare a soluzioni», ha sottolineato Veronese, «aspettiamo di leggere i contenuti e quelle che saranno le risposte a richieste che peraltro abbiamo fatto unitariamente». La sindacalista ha ricordato che «ci sono tanti contratti da rinnovare, sia nel privato che nel pubblico» e che per questi ultimi «il governo deve mettere risorse». Le altre richieste riguardano, «la detassazione degli aumenti retributivi frutto dei rinnovi contrattuali, per favorire la chiusura delle trattative, la diminuzione strutturale del cuneo fiscale, che non può essere di un tot e solo per alcuni mesi, la rivalutazione piena delle pensioni, che non si può considerare un aumento ma piuttosto lo strumento principale per non taglieggiare i pensionati e conservare nel tempo il loro potere d’acquisto».