I sindacati: un altro incidente inaccettabile

29 Settembre 2022

La rabbia di Cgil, Cisl e Uil: «Mancano azioni di contrasto da parte delle istituzioni e delle imprese»

TERAMO. «Un lutto inaccettabile e intollerabile». Sono le parole della rabbia che sale tra i lavoratori. Le mettono nero su bianco i sindacati. Solo pochi giorni fa erano in piazza Martiri a Teramo per dire basta alle morti bianche, per chiedere prevenzione e sicurezza, e invece gli è toccato scriverle ancora per Roberto Scipione, due settimane dopo averle scritte per Tonino Fanesi. «È veramente sconcertante dover registrare ancora questo ulteriore lutto. Non ci sono parole che possono giustificare il ripetersi di una tragedia che non trova concrete e credibile azioni di contrasto da parte delle istituzioni e del sistema delle imprese», scrivono in un messaggio congiunto i segretari provinciali della Cgil Giovanni Timoteo, della Cisl Fabio Benintendi e della Uil Fabrizio Truono, «una sola amara, dolorosa realtà. Un’altra vita perduta, un altro dolore per una famiglia che si poteva e, soprattutto, si doveva evitare. Certamente Il nostro primo pensiero va alla vittima ed esprimiamo il nostro profondo cordoglio e vicinanza alla sua famiglia».
Poi di nuovo la rabbia: «Ma come non ricordare ancora una volta che questo è uno dei risultati di una precarizzazione del lavoro, che dopo aver stravolto gran parte dei diritti contrattuali creando incertezza sul futuro dei lavoratori, testimonia una minore tensione anche nella gestione della prevenzione degli infortuni. Invece è necessario che istituzioni, forze politiche e imprese mettano in campo un impegno straordinario per attivare rapidamente le misure necessarie realmente capaci di impedire che si possa ancora morire sui posti di lavoro. A partire da una risposta alla piattaforma sulla sicurezza che è stata presentata nel 2021 da Cgil, Cisl e Uil, che è stata anche ribadita durante la campagna elettorale senza purtroppo trovare grande spazio nella proposta politica».
Quindi ancora: «Nei prossimi giorni avvieremo iniziative con l’obiettivo di impegnare istituzioni, partiti politici, associazioni imprenditoriali e sociali in una forte ed evidente attività chiara, evidente e misurabile che in questo territorio sappia fornire un’accelerazione reale nella tutela della sicurezza e nella cultura della prevenzione sul lavoro. Va ricordato con forza che la dignità di una persona poggia sul lavoro, ma non c’è nessuna dignità in chi mette in pericolo la vita delle persone che lavorano». (l.t.)