I sindaci ancora perplessi «Il progetto non convince»

Maragno teme che i costi della fusione ricadano sui cittadini, mentre Di Lorito chiede più tempo. Ma per Alessandrini si tratta di un’opportunità di crescita
PESCARA. Due sindaci su tre esprimono forti perplessità sul progetto di fusione dei tre Comuni per la nascita della Nuova Pescara. Si tratta dei primi cittadini di Montesilvano Francesco Maragno e di Spoltore Luciano Di Lorito. Mentre quello del capoluogo adriatico Marco Alessandrini ritiene che questa operazione rappresenti una grossa opportunità di crescita.
I tre sindaci avevano già espresso le loro osservazioni nelle lettere indirizzate, il 10 novembre scorso, a Luciano D’Alfonso e li hanno ribaditi durante la riunione che si è tenuta sabato scorso in Regione, convocata dal governatore proprio per discutere della fusione con gli amministratori dei tre Comuni interessati.
Il più perplesso è apparso Maragno. «Ho ribadito in moltissime occasioni il massimo rispetto che nutro nell’esito referendario», ha affermato il sindaco di Montesilvano, «ritengo però urgente rivedere la legge e al tempo stesso le tempistiche attualmente dettate senza la condivisione di noi sindaci, per non rischiare di trasformare il sogno metropolitano, con tutti i suoi risvolti positivi per il territorio, in un incubo per i cittadini, che si troverebbero a fare i conti con disservizi, dovuti solo alla fretta e ad una mancata puntualizzazione degli ingranaggi della nuova macchina amministrativa». «A ciò», ha aggiunto, «deve affiancarsi una dettagliata analisi dei costi derivanti dal processo di fusione che non possono ricadere sulle amministrazioni e, dunque, sui contribuenti, ma dovranno essere totalmente a carico della Regione».
Le stesse perplessità sono state espresse da Di Lorito nella lettera indirizzata a D’Alfonso. «La tempistica così ristretta», ha avvertito, «depotenzia l’apporto partecipativo dei Comuni ad un processo di riorganizzazione diretto a cancellare, dal punto di vista istituzionale, i caratteri distintivi di agglomerati locali storicamente radicati sul territorio da tempo immemorabile».
E ancora: «La realizzazione di un unico strumento contabile e di pianificazione economico finanziaria, l’allineamento dei bilanci degli enti coinvolti nel progetto, dovranno necessariamente tenere conto della delicata situazione dei Comuni di Pescara e Montesilvano. Ciò potrebbe determinare una condivisione delle criticità contabili di cui soffrono i citati enti locali, a discapito delle virtuosità afferenti al bilancio del Comune di Spoltore e provocare un innalzamento delle aliquote tributarie e delle tariffe dei servizi a domanda individuale».
Di avviso diverso il sindaco di Pescara, apparso meno dubbioso dei suoi colleghi. «Come più volte ho dichiarato», ha sottolineato nella lettera indirizzata al presidente della Regione D’Alfonso il 10 novembre scorso, «sono fermamente convinto delle grandi opportunità di crescita e sviluppo derivanti dall’attuazione di questo ambizioso progetto». (a.ben.)
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