I sindaci approvano: è una buona norma

L'AQUILA . «L'esame del decreto legge Montagna in Consiglio dei Ministri è certamente un segnale positivo». Si esprime così, Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente regionale Uncem...
L'AQUILA . «L'esame del decreto legge Montagna in Consiglio dei Ministri è certamente un segnale positivo». Si esprime così, Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente regionale Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) che accoglie «positivamente il provvedimento» e ringrazia «il ministro Calderoli, con i suoi collaboratori, per il lavoro fatto, condiviso anche in più riunioni con Uncem, e che si farà. Inizierà l'esame in Parlamento, al quale siamo chiamati anche noi, come associazione, a fare proposte per migliorare il testo», spiega Berardinetti, «abbiamo un sondaggio pubblico aperto on line sul sito https://forms.gle/DiZgoFwmd1RLUz4KA, sul quale tutti possono inviare proposte, idee, necessità per elaborare una legge valida per le zone montane. Si uniscono, nel nuovo decreto legge, azioni sui servizi pubblici, a partire dalle scuole, e misure per lo sviluppo economico, con sgravi interessanti. Non tagliare istituti scolastici comprensivi, come invece previsto da altre norme vigenti, è il primo passo. Così sulla sanità, perché sono troppi i medici di base che mancano. La montagna non è margine sterile, è luogo d' innovazione».
Per Berardinetti, però, «occorre uno scatto politico. Il decreto legge è un buon strumento: ci sono 200 milioni di euro che stanno andando ai territori e alle Regioni, da due anni, con un fondo montagna che solo 10 anni fa venne azzerato. E c'è anche chi ha chiuso le Comunità montane, facendo un grave errore. Ora, per fare bene le cose previste nel decreto, anche per misure fiscali e incentivi alle imprese, servono 2 miliardi di euro l'anno per dieci anni, per una strategia per la montagna, in attuazione dell'articolo 44 della Costituzione, concreta e duratura. A vantaggio delle imprese, per un riequilibrio territoriale e per le comunità che vivono in quei territori. Anche questo è un dato politico», conclude il presidente Uncem, «lavorare insieme ai comuni che operano in sinergia, questione decisiva sul quale il Parlamento dovrà operare efficacemente, con visione e lungimiranza». (m.p.)
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