I sindaci: colpo all’economia ma la scelta era inevitabile

Masci, De Martinis, Luciani, Di Lorito e Marinucci: bisogna limitare i contagi
PESCARA. Giallo, arancione, arancione light, rosso: tutto in una settimana. Il contrasto stridente tra la folla spensierata della movida in centro, di qualche giorno fa, mentre le corsie ospedaliere scoppiano di pazienti intubati, ha fatto saltare il banco.
Con i numeri dei contagi in risalita (ieri erano 65 i casi registrati a Pescara contro i 102 di giovedì, 133 nel Pescarese, 20 al di sotto dei 19 anni e 1 decesso) un po’ in tutta la regione per colpa, al 50%, delle aggressive varianti ad alto tasso di mortalità, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza di ritorno in zona rossa dell’area Chieti e Pescara, da domani e per i successivi 14 giorni.
Le reazioni dei sindaci di Pescara, Montesilvano, Francavilla, Spoltore, San Giovanni Teatino, non si sono fatte attendere. Carlo Masci, Ottavio De Martinis, Antonio Luciani (l’unica voce fuori dal coro pienamente soddisfatta dell’iniziativa) Luciano Di Lorito, Luciano Marinucci, si sono dovuti arrendere al provvedimento del Governatore: decisione inevitabile, sostengono coralmente i primi cittadini, se si tratta di salvaguardare vite umane e concedere respiro alle strutture ospedaliere con la capacità di tracciamento dei contagi, da parte delle Asl, in affanno. Ma non nascondono la preoccupazione per la batosta che riceveranno le attività economiche già alla canna del gas, da mesi.
Il commento del sindaco di Pescara, Masci: «Scelta difficile la sospensione della didattica a causa della pandemia che ha colpito soprattutto bambini da 3 ai 12 anni, ma in queste condizioni bisognava intervenire e bloccare i contagi, piuttosto che continuare con questa lenta agonia. Viviamo in un periodo di confusione totale, un momento delicato, con una pandemia che credevamo di aver messo all’angolo e perciò aumenteremo le campagne screening e il vaccino che sta arrivando. Sono molto preoccupato per quelle categorie che continueranno a soffrire alle quali bisognerà dare un sostegno, altrimenti si rischia di distruggere l’economia cittadina».
Tuona, Confesercenti: «La creazione di zone rosse da parte delle Regioni non dà automaticamente diritto ad alcun ristoro», attaccano i presidenti delle associazioni di categoria di Chieti e Pescara, Franco Menna e Raffaele Fava con il direttore regionale Lido legnini, «nelle nuove zone rosse, secondo l’ordinanza di Marsilio, almeno 15.000 imprese del commercio rischiano di restare chiuse senza poter accedere ai ristori che invece devono arrivare subito altrimenti si rischia lo tsunami economico: Tutto era pronto per il pranzo e gli eventi legati a San Valentino, ora fra mancati incassi e danni arrecati con l’acquisto di merce deperibile, stimiamo una perdita di 11,5 milioni di euro».
SPOLTORE «Inevitabile», appunto, sostiene il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito, «il passaggio repentino alla zona rossa, considerata la difficoltà delle nostre strutture sanitarie. Purtroppo anche pochi giorni senza regole molto rigide possono rivoluzionare in negativo la situazione: la zona rossa può aiutare, anche inconsciamente, a rispettare e applicare con maggior rigore le prescrizioni. In questi giorni sono fondamentali: stiamo vivendo il momento più difficile dall'inizio della pandemia, almeno per quanto riguarda l'Abruzzo. Speriamo di poter registrare il più presto possibile una tregua, adesso però servono pazienza e cautela. Mascherine, distanziamento e attenzione all'igiene delle mani sono fondamentali, ma in questo momento dobbiamo anche ammettere che stanno mostrando di non essere sufficienti. Chi può resti a casa, limitando contatti con persone non conviventi. Per il futuro, la strada è un maggior coordinamento tra i Comuni sulle misure da adottare: Spoltore ha appena completato screening con risultati incoraggianti, ma è chiaro che se sfugge la situazione in uno qualsiasi dei comuni a noi vicini non possiamo sentirci tranquilli». Di Lorito non dimentica «il commercio legato alla convivialità condivisa con il resto dell’area metropolitana».
SAN GIOVANNI TEATINO La zona rossa sarà «un duro colpo al tessuto economico», taglia corto Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino, piuttosto contrariato «specie per bar e ristoranti, già allo stremo delle forze per le vicissitudini dell'ultimo anno. Non so se questa zona rossa era indispensabile, probabilmente non lo sa nessuno visto che anche le previsioni di medici e scienziati sono state sempre smentite dai fatti. La scorsa estate secondo molti eravamo ormai fuori pericolo, invece adesso stiamo peggio di prima. Forse si poteva intervenire in anticipo, senza aspettare di arrivare al punto critico. E anche sulla gestione delle ordinanze regionali ci sarebbe molto da discutere: la scorsa settimana la zona rossa mi è stata comunicata il pomeriggio del venerdì già per il sabato. Adesso è stata annunciata il venerdì per la domenica. Qualcuno mi spieghi il perché».
MONTESILVANO Più moderato il sindaco di Montesilvano, De Martinis, attualmente in quarantena precauzionale a causa della positività di un componente del suo staff: «Le decisioni prese, sia a livello nazionale sia regionale», è la sua posizione, «sono sempre supportate da dati scientifici, per cui ritengono che se la scelta è stata quella di aumentare le restrizioni, sicuramente la situazione lo imponeva. Credo che tra i fattori valutati nella nostra provincia ci sia la forte difficoltà registrata nell’ospedale di Pescara, e bloccare tutto per un paio di settimane può servire a dare respiro alle strutture sanitarie e a fare in modo che la situazione migliori, ben venga». Malgrado i rialzi dei contagi un po’ ovunque, De Martinis si dice «confortato dai risultati di queste prime giornate di screening che stanno mettendo in luce una percentuale di positivi decisamente bassa. Ovviamente il dispiacere e la preoccupazione più grande, davanti a questa nuova zona rossa, è relativa all’economia e alle attività, già fortemente penalizzate in quest’ultimo anno. Ma come ho detto in più di un’occasione, la salute dei cittadini va messa al primo posto».
FRANCAVILLA Pienamente soddisfatto, il sindaco di Francavilla. «Finalmente Marsilio ha preso una decisione chiara, netta e precisa», è l’opinione di Luciani, «continuasse su questa strada. I numeri consigliano il lockdown e purtroppo non c'è altra soluzione. Questa misura rappresenta un'ipoteca per il futuro, l'importante è che davvero sia l'ultima volta. Adesso, dopo che alla popolazione viene chiesto un altro sacrificio, la cosa fondamentale è che finalmente arrivino questi benedetti vaccini per una distribuzione di massa, altrimenti il tessuto economico rischia di morire definitivamente. Chiudiamoci in casa il tempo necessario con un lockdown effettivo, come quello della scorsa primavera, vacciniamo la popolazione e diamo un calcio definitivo al coronavirus».
Hanno collaborato Adriano De Stephanis e Antonella Luccitti.

