I sindaci del Pd si allineano: all’Aca un nuovo capo

Dopo tre anni si apre la corsa alla successione di Di Baldassarre Alessandrini: «Sì al cambio». Ma il partito potrebbe spaccarsi
PESCARA. I sindaci del Pd (quasi tutti) hanno già deciso e sono pronti ad allinearsi: l’amministratore unico dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre, il primo a rimettere ordine in un ente pubblico arrivato a 120 milioni di euro di debiti, deve essere sostituito. Dopo tre anni, con il bilancio tornato in attivo di 9 milioni di euro, è tempo di cambiare. Il sindaco Pd di Pescara, Marco Alessandrini, lo dice apertamente: «Gli amministratori hanno un ciclo di vita, quindi un inizio e anche una fine: Di Baldassarre ha contribuito al risanamento dell’Aca ma ci sono stagioni per tutte le cose: l’Aca deve proseguire nell’azione di risanamento ed essere sempre più un ente gestore efficace ed efficiente».
Dopo l’approvazione del bilancio, mercoledì scorso, la corsa alla successione Di Baldassarre, l’amministratore che ha fatto omologare il concordato, è già partita: «Non mi sfugge che l’equazione Aca uguale Pd uguale partito dell’acqua è una strumentalizzazione politica. Invece», dice Alessandrini, «c’è una piena consapevolezza nella nostra nuova generazione di amministratori che l’Aca deve essere una società pubblica che funziona. È finito il tempo di una società in cui sistemare gli amici degli amici: lo sanno tutti». E chi andrà al posto di Di Baldassarre: «Serve una competenza riconosciuta che contribuisca a rendere più moderna questa azienda», afferma il sindaco.
Ora, dopo l’assemblea dei sindaci che ha approvato il bilancio ma ha rinviato i piani degli investimenti e delle assunzioni, Di Baldassarre farà un bando per trovare candidature. Il bando sarà pronto all’inizio di agosto e mandato ai 64 Comuni soci dell’Aca: a settembre dovrebbe essere pronta la rosa di nomi. E Di Baldassarre si ripresenterà? L’amministratore ha affermato che ritiene di aver raggiunto i suoi obiettivi e, oltre alle dichiarazioni di ieri sul Centro, sul sito dell’Aca è stata pubblicata anche una nota: «Ho considerato esaurito il mio compito il 31 maggio 2016, con l’omologa del concordato. Oggi posso solo constatare l’apprezzamento dell’assemblea per il lavoro fatto, testimoniato da un voto pressoché unanime». Sembra un addio, ma il colpo di scena di una ricandidatura di Di Baldassarre non è escluso e un’eventualità del genere potrebbe spaccare il Pd e rimescolare le carte: durante l’assemblea, il sindaco Pd di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, si è schierato contro il rinvio degli altri punti all’ordine del giorno. Una posizione che il sindaco di Forza Italia di Pianella Sandro Marinelli ha definito «coraggiosa».
Uno che, invece, è già certo è Antonio Di Marco, presidente Pd della Provincia e sindaco di Abbateggio: «Abbiamo votato il consuntivo, un bilancio monitorato dal tribunale a causa del concordato e, adesso, ci apprestiamo al rinnovo dell’amministrazione. Del resto, lo stesso Di Baldassarre», dice Di Marco, «all’atto dell’insediamento aveva espresso la sua intenzione di svolgere questo incarico solo una volta». E chi sarà il successore? «Adesso, è troppo presto per dirlo», risponde Di Marco, «di certo, io mi aspetto una guida funzionale alla gestione del servizio idrico: se sarà una figura tecnica o politica, non lo so ancora però c’è bisogno di una figura manageriale capace».
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