I sindaci Di Lorito e De Martinis: mai ostacolato la Nuova Pescara

Gli amministratori di Spoltore e Montesilvano replicano al richiamo all’impegno da parte di Antonelli «Siamo contrari all’unione, ma non ci siamo sottratti agli obblighi. I tempi saranno comunque lunghi»
MONTESILVANO . A Montesilvano e Spoltore non va giù il “j’accuse” del presidente del consiglio comunale pescarese, Marcello Antonelli, sui ritardi per la costituzione del Comune di Nuova Pescara. Antonelli, due giorni fa, ha scritto a sindaci e colleghi presidenti dei Comuni che dovranno dar vita, a partire dal 2022, alla nuova municipalità, destinata a raccogliere oltre 190mila residenti oggi divisi fra i tre maggiori centri della provincia.
Ieri, a stretto giro, è arrivata la replica da quelle che Antonelli apostrofava come «amministrazioni che hanno posto in essere attività in palese e stridente contrasto con quanto disposto dalla legge regionale». Questa, varata nell’agosto 2018, prevede una serie di passi e di scadenze: il prossimo appuntamento è fissato per il 7 settembre, giorno in cui si riunisce l’assemblea costituente formata dai 75 consiglieri delle tre città.
Il sindaco spoltorese Luciano Di Lorito inizia a dire la sua ieri mattina, a margine della presentazione della 38esima edizione dello Spoltore Ensemble. «Il periodo ferragostano», dichiara il primo cittadino, «ha abbagliato il presidente Antonelli, che ha un ruolo preciso all’interno della legge regionale».
«Spoltore, e posso parlare credo anche a nome di Montesilvano, non ha mai ostacolato alcunché», ribatte il primo cittadino, «in realtà viene fuori che, a poco meno di un anno e mezzo dell’entrata in vigore della Nuova Pescara, non è stato fatto nulla. Parliamo di un progetto vuoto, che non ha le gambe per camminare, ma non certo perché Spoltore ostacola. Noi anzi siamo a disposizione, ma la legge non permette di realizzare questo progetto se non fra dieci anni. Noi stiamo rispettando la legge regionale, mentre forse Antonelli, dal ruolo che la legge gli impone, dovrebbe fare qualcosa in più».
Di Lorito rincara poi la dose nel pomeriggio con una lettera sottoscritta anche dal presidente del suo consiglio comunale, Lucio Matricciani, indirizzata ad Antonelli: «All’articolo 3 la legge regionale prevede un ruolo importante anche per il presidente del consiglio di Pescara, che è a tutti gli effetti presidente dell’assemblea costitutiva, e ha il compito di convocarla ogni volta che sia necessario: ci dicesse in quali occasioni, e con quali atti ufficiali, avremmo ostacolato il processo di fusione. Se dopo l’assemblea del 7 settembre dovrà discutere una pagina bianca, il motivo è da ricercare nella legge regionale: una scatola vuota priva di indicazioni operative, da riscrivere ex novo. Noi siamo già pronti: il nostro consiglio sta ragionando sull’opportunità di non prorogare al 2024, ma partire già dal primo gennaio 2022 con il commissariamento dei tre enti. Se commissariamento deve essere, lo sia da subito».
Anche il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis e il presidente del consiglio comunale Ernesto De Vincentiis prendono carta e penna e scrivono ad Antonelli, partendo dalla riunione per convocare l’assemblea del 7 settembre: «Caro presidente, perché non ha espresso in quella sede, certamente più opportuna e adatta, le perplessità rimarcate? Da quella riunione è forse cambiato qualcosa che a noi sfugge?», incalzano i due amministratori, che chiedono conto di quali sarebbero le mancanze loro e di Spoltore: «Nemmeno queste sono state evidenziate durante quella riunione», aggiunge De Martinis, che continua: «ci preme rimarcare che, nonostante la nostra totale contrarietà alla fusione, nessuno si è mai sottratto ai propri obblighi. Quando convocati nessuno ha fatto mancare la propria presenza nonché il contributo, e stessa cosa dicasi della commissione Statuto presieduta da Enzo Fidanza». De Martinis definisce infine l’intervento di Antonelli «intempestivo e inopportuno. Piuttosto che paventare l’avvio di un commissariamento, sarebbe stato più sensato richiedere coralmente una immediata proroga al progetto di fusione. Nessuno in questo momento sente il bisogno di accelerare un processo che, per la sua complessità, richiede tempi più lunghi e riflessioni più accurate».

