I sindaci e i cittadini: il governo salvi l’ospedale

PENNE. «Padre nostro che sei nei cieli, in tutti i cieli e non solo quelli delle città, delle metropoli bagnate da un mare foriero di sviluppo, comodità e servizi, ma anche nel nostro cielo, in...
PENNE. «Padre nostro che sei nei cieli, in tutti i cieli e non solo quelli delle città, delle metropoli bagnate da un mare foriero di sviluppo, comodità e servizi, ma anche nel nostro cielo, in questo cielo che sovrasta colline e montagne».
Si è conclusa così, con questo “Padre Nostro” particolare, la Notte nera pennese. Una notte di riflessione, speranze e paure dettate dagli affanni dell’ospedale San Massimo di Penne, oramai sempre più vicino a diventare presidio di area disagiata. Ieri sera, dinanzi l’ingresso dell’ospedale San Massimo, si sono ritrovati in tanti per il sit-in di protesta organizzato dall’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne”. Da oggi andrà in porto il riordino dell’area medica dell’ospedale vestino in virtù della riorganizzazione sanitaria regionale. La Geriatria sarà chiusa e rimarrà esclusivamente una Uoc di Medicina generale da 40 posti letto. Cardiologia, che sarà depotenziata con la sospensione della sua unità complessa e quindi dei posti ordinari e di day hospital, avrà esclusivamente un ambulatorio e un servizio che permetterà ai pazienti, in caso di necessità, di essere ricoverati in medicina. «Non si voleva arrivare a questa serata che ufficialmente chiude definitivamente il ciclo dell’ospedale San Massimo, trasformandolo in ospedale di area disagiata. Ci auguriamo che l’iter parlamentare possa cambiare le cose. Aspetto ancora di essere ascoltato dal direttore generale», ha commentato il sindaco di Penne, Mario Semproni. «Tutto il male che potevano fare al nostro ospedale e alla sanità vestina lo hanno fatto e completato in questo giorno, con il plauso di squallidi e ridicoli personaggi che si dicono soddisfatti e ringraziano direzioni e caporali di giornata», ha detto il presidente dell’associazione, Nicola Spoltore. «Stiamo premendo su Giulia Grillo, neo ministra della Salute, per un intervento urgente volto a contrastare gli effetti del decreto Lorenzin. C’è bisogno», continua Spoltore «che venga al più presto approntato un nuovo piano di riassetto della rete ospedaliera che tenga conto non solo di numeri, ma delle diverse realtà italiane e delle diverse esigenze territoriali». Le azioni dell’associazione di protesta non termineranno con la “Notte nera”. «Presenteremo un esposto dettagliato alla Procura evidenziando criticità e sospette illegalità esistenti» ha sottolineato in ultimo Spoltore. È intervenuto anche il presidente di Italia Nostra, Antonio Di Vincenzo, che ha tenuto un breve excursus storico dell’ospedale San Massimo, dal 1300 ai giorni nostri. «Ennesima sconfitta della politica che ha dimostrato di non essere vicina alle esigenze dei cittadini: sia dell’allora governo col decreto Lorenzin sia della Regione Abruzzo. L’auspicio è che il nuovo governo riveda il decreto», ha detto il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, anche lui presente alla protesta.

