I sindaci: il governo ci restituisca i soldi

4 Settembre 2018

Alessandrini, Di Primio e amministratori di Teramo e di altri Comuni oggi alla Camera per i fondi stanziati per le periferie 

PESCARA. A Roma per riprendersi i soldi del bando delle periferie che il Governo ha temporaneamente sospeso. Altrimenti, oltre che battaglia civile, sarà anche legale. Ma un passo alla volta.
Intanto oggi, compatti, superando ogni forma di campanilismo, si recheranno nella capitale il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il primo cittadino di Chieti Umberto Di Primio, gli amministratori di Teramo e degli altri Comuni abruzzesi, una delegazione dell'Anci (Associazione comuni italiani) Abruzzo presieduta da Luciano Lapenna e diretta da Massimo Luciani.
La decisione è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina nella sala numero 64 dell’aeroporto d’Abruzzo, a cui hanno partecipato, in rappresentanza del Comune di Teramo, anche gli assessori agli Affari istituzionali e Politiche sociali Sara Falini e Simone Mistichelli. il quale ha sottolineato il «disagio» che il congelamento dei fondi provocherebbe anche ai 4000 sfollati del terremoto.
La delegazione abruzzese sarà ricevuta stamane dagli esponenti della commissione Bilancio della Camera che il prossimo 11 settembre esaminerà l’emendamento al decreto “Mille Proroghe”, già votato al Senato, che contiene la sospensione dei fondi e il rinvio al 2020. Ciascun Comune andrà a reclamare il dovuto che gli è stato tolto dagli ultimi provvedimenti governativi. Nello specifico, 18 milioni di euro a Pescara, 11 milioni a Chieti, 16 a Teramo, 18 all’Aquila, per complessivi 64 milioni di euro.
Fondi che servirebbero a riprogettare le periferie, nel caso di Pescara Rancitelli, Villa del Fuoco, Pescara sud, San Donato, Porta Nuova, la zona della Pineta, Zanni, Borgo Marino sud, Fontanelle. Non è prevista solo la riqualificazione urbana, ma anche il rilancio culturale e sociale di luoghi, scuole, associazioni benefiche e sportive, di queste aree sensibili e depresse.
Finanziamenti più che promessi, in virtù della sottoscrizione della convenzione fra la presidenza del consiglio dei Ministri e il Comune di Pescara, che ha approvato con delibere di giunta comunale i progetti definitivi ed esecutivi di un gran numero di interventi. Pertanto ora i sindaci, con il portafoglio del “bando periferie” vuoto, si vedono costretti a figuracce istituzionali. Non si può dire agli elettori, scusate non ci sono più i soldi. Dietro ai progetti ci sono i quartieri e dentro i quartieri ci sono le persone. Di qui, la battaglia dei Comuni abruzzesi fino a Roma.
Alessandrini riassume il concetto: «Non possiamo dire ai nostri cittadini di aver scherzato dopo aver detto alla gente di Fontanelle che riqualificheremo la loro piazza, che abbatteremo le barriere architettoniche per i disabili, che completeremo la strada Pendolo e dopo aver illustrato i progetti pronti per Zanni e Borgo Marino».
Prosegue il sindaco: «Dietro il bando c’è il Sistema Italia, ci sono 2,1 miliardi di euro complessivi in ballo, che riguardano 25 milioni di persone, il 40 per cento del Paese che non può restare sospeso. Combatteremo con tutte le nostre forze contro questa scellerata decisione, contro questo scippo istituzionale perché abbiamo firmato degli atti ufficiali a palazzo Chigi con presidenza del consiglio e Corte dei conti che hanno vidimato e bollato tale passaggio. Per realizzare quanto è stato progettato e pronto per gli appalti dobbiamo portare avanti una battaglia tutti insieme: questo diremo insieme alla delegazione Anci in Parlamento».
Il primo cittadino Di Primio ricorda che «sono 96 i Comuni italiani che rischiano di perdere gli stanziamenti a causa di questo sciagurato provvedimento votato in Senato» e annuncia «azioni legali con impugnazioni alla Corte costituzionale».
L’assessore agli Eventi Giacomo Cuzzi, dal cellulare, ha fatto girare l’appello a «inviare una mail al Governo» per ricordare che «i patti si rispettano».