I sindaci non ci stanno Mazzocca: anni di incuria

Comini (San Vito) e Di Rito (Rocca) avanzano dubbi sulla procedura della Fee Pavone (Roseto) contro la Regione, il Sottosegretario lo zittisce fornendo la date
PESCARA. «Dal luglio 2014 la Regione si è attivata in maniera decisa, costante e puntuale sul sistema depurativo e sulla qualità delle acque fluviali». La Regione non sta a salire sul banco degli imputati per il mancato conferimento della Bandiere Blu alle località che prima vi erano abbonate. E in risposta alle polemiche e alle accuse che arrivano in particolare dal sindaco di Roseto manda in avanscoperta il Sottosegretario regionale con delega all'Ambiente ed al ciclo idrico integrato Mario Mazzocca.
«Il nostro impegno davvero “anima e corpo”, tanto per citare termini già usati da altri, sconta un ritardo pluriennale di assenza di investimenti strutturali», risponde Mazzocca, che aggiunge legna al fuoco della polemica: «Il fatto, per altro, è noto, come già ampiamente documentato ed illustrato in sede di commissione di Vigilanza del 3 settembre scorso: atti alla mano e con un report di oltre 600 pagine, è stata resa evidente la pesante situazione ereditata dalla giunta Chiodi sul tema specifico del sistema depurativo e fognario regionale».
«Non appena insediati», continua Mazzocca, «siamo riusciti in breve tempo a rendere attuabili gli interventi già previsti nel 2011 ma non realizzati, approvando il necessario “Strumento di Attuazione Diretta”. Da allora i soggetti gestori hanno avviato le procedure per addivenire all'affidamento lavori, attività che si è conclusa, non senza fatica e su tutto il territorio regionale, il 30 novembre scorso. A breve sarà reso pubblico un quadro dettagliato degli interventi in corso di realizzazione, pur non potendo non registrare la lentezza delle risposte di alcuni e la perdurante mancata risposta di un solo soggetto, la Sasi di Lanciano».
Ad accendere la miccia delle polemiche era stato in mattinata il sindaco di Roseto Enio Pavone attaccando la Fee («una decisione piuttosto anomala, per non dire altro»), la Regione ma anche le associazioni ambientaliste. «Il 2015 è stato, se non ricordo male, l'unico anno in cui non ho emesso alcuna ordinanza di divieto di balneazione, mentre negli anni precedenti, malgrado avessimo dovuto prendere diverse volte questa decisione, la Bandiera non ci è stata negata», ha detto. «Ci è stato spiegato da Roma che i pessimi risultati fatti registrare nei punti di prelievo vicino alla foce del Vomano, ma soprattutto del Tordino, hanno fatto sì che la Bandiera Blu ci fosse negata per la prima volta dopo tanti anni. Una sorte questa che ha riguardato anche altri comuni del litorale teramano». Quindi, parlando della Regione: «C'è bisogno che si attivi in maniera puntuale e precisa per la pulizia dei fiumi e la salvaguardia degli argini. Abbiamo partecipato a numerosi incontri con i vertici regionali su certe tematiche, spesso si è parlato di “contratti di fiume” e altre iniziative, ma se queste restano sulla carta non servono a nulla. Non è possibile che le amministrazioni locali si impegnino “anima e corpo” per ottenere la Bandiera Blu per poi vedersi negato il riconoscimento a causa di problematiche su cui il comune non ha alcun potere».
«Siamo certi di aver rispettato tutti i requisiti previsti dal regolamento», ha affermato anche Luigi Comini, assessore al Turismo e all'ambiente di San Vito, «e nulla è cambiato rispetto agli passati. Anzi, per alcuni criteri oggetto di valutazione si sono registrati dei miglioramenti».
A nutrire dubbi sulla procedura è anche Rocca San Giovanni che lo scorso anno, sempre a causa della vicenda dei depuratori mal funzionanti, ha visto sospesa e poi ritirata dalla Fee la Bandiera Blu. Il sindaco Gianni Di Rito aveva per questo avanzato una richiesta di 300mila euro alla Sasi per danni d'immagine. Quest'anno la Fee non l'ha assegnata nonostante la qualità delle acque di Rocca, dati ministeriali alla mano, siano eccellenti.
«E' il riconoscimento per l'impegno delle amministrazioni comunali», commentano invece soddisfatti i sindaci di Vasto e San Salvo, Luciano Lapenna e Tiziana Magnacca, del la consegna della Bandiera Blu alle due località, ma limitatamente ad alcune zone: Punta Penna e Vignola per Vasto e San Salvo Marina/zona Fosso Molino.
Ma chi esce “vincitore” dal quadro complessivo che riporta a casa l’Abruzzo è Fossacesia, uno dei pochi Comuni in Italia ad essere stato premiato per tutta la sua riviera. L’amministrazione comunale nei prossimi giorni darà il via alla campagna pubblicitaria “Fossacesia, nel blu dipinto di blu”, un’iniziativa di promozione turistica nata proprio con l’obiettivo di pubblicizzare la Bandiera Blu 2016. La prossima settimana si terrà una riunione di tutti i balneatori per condividere insieme progetti, idee ed iniziative utili a far spiccare il volo al turismo. «L’ottenimento della Bandiera Blu», affermano il sindaco Enrico Di Giuseppantonio e il vice Paolo Sisti, « non è frutto solo di chi governa, ma è il risultato di un lavoro di squadra fra amministratori locali, operatori turistici, strutture ricettive ed economiche e cittadini che insieme hanno scelto di attuare politiche di corretta sostenibilità ambientale».

