I sindaci promuovono la movida Ma in alcune città scatta l’allarme

I primi cittadini di Teramo e Sulmona: «Troppa gente in piazza, così rischiamo di richiudere»
PESCARA. Le piazze del centro storico e i luoghi della movida sono tornati a popolarsi nel primo weekend della riapertura a pieno regime di bar, ristoranti e pub. Alcuni comuni hanno superato il primo banco di prova. I sindaci di Pescara, L’Aquila, Chieti, Francavilla e Vasto parlano di «situazione sotto controllo» e applaudono il senso di responsabilità dei cittadini, specie dei più giovani, e degli esercenti.
Ma ci sono anche primi cittadini infuriati e preoccupati. A Teramo, sabato sera, è scattato l’allarme con diversi assembramenti davanti ai locali ed episodi di vandalismo. Il sindaco Gianguido D’Alberto sta pensando di limitare gli orari dei locali se le cose non miglioreranno: stesso provvedimento che potrebbe adottare il Comune di Sulmona perché «scene come quelle di sabato», dice il sindaco Annamaria Casini, «con la piazza così affollata, non devono ripetersi».
I GRANDI COMUNI. Le forze dell’ordine hanno controllato i luoghi della movida fino a tarda notte. A Pescara il bilancio è di nove sanzioni per mancato utilizzo delle mascherine e di due denunce per ubriachezza. Le pattuglie sono state dislocate nella zona di Pescara Vecchia, in piazza Muzii (dove venerdì c’è stata una rissa tra giovani) e in via Cesare Battisti. All’una di notte tutti i locali sono stati chiusi regolarmente. «Il primo weekend di movida è trascorso in maniera positiva», spiega Carlo Masci, sindaco di Pescara, «non ci sono stati eccessi particolari e il grande dispiegamento di forze dell’ordine ha garantito sicurezza e rispetto delle distanze. Sabato sera nel centro storico e in piazza Muzii c’erano oltre 30 forze dell’ordine a controllare. Per adesso i pescaresi hanno risposto bene. Se continueranno così, non ci sarà nessun motivo per adottare provvedimenti restrittivi. Questa non è la fase dei divieti. Dobbiamo far ripartire le attività e far rivivere la città, ovviamente rispettando le regole. I controlli sono rigidi e puntuali e ci saranno ancora», conclude Masci, «e le multe servono per far capire che chi sbaglia paga».
Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi si dice soddisfatto sull’effetto movida. «Il primo fine settimana della fase due si è svolto in maniera abbastanza ordinata», spiega Biondi. «Sugli oltre cento controlli effettuati dagli agenti di polizia municipale non è stata elevata alcuna sanzione, nonostante le strade e le aree a maggior concentrazione di locali pubblici siano tornate a essere frequentate come non accadeva da molte settimane. Non ho potuto fare a meno di notare, però, condotte poco attente alle disposizioni vigenti per il contrasto e il contenimento da coronavirus. Ancor prima che controlli, multe o eventuali ordinanze - su cui, comunque, stiamo ragionando - sono il buon senso, la consapevolezza e il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, le prime armi a disposizione per tutelare la nostra salute e quella degli altri».
Zero multe anche a Chieti dove il sindaco Umberto Di Primio applaude il senso di responsabilità di esercenti e cittadini. «Abbiamo da sempre tenuta alta l’attenzione sui controlli», spiega il primo cittadino teatino. «Nel primo weekend delle riaperture dei locali, le forze dell’ordine hanno eseguito controlli fino alle quattro del mattino e non sono state rilevate situazioni tali da richiedere interventi come successo, invece, in altre città. Non sono stato messo nelle condizioni di minacciare chiusure. Faccio un applauso agli esercenti che hanno adeguato i propri locali in tempi record e ai cittadini che hanno saputo divertirsi rispettando le regole. Continueremo i controlli», conclude Di Primio, «e, se ci saranno comportamenti scorretti, non esiterò ad adottare provvedimenti restrittivi come ho già fatto in passato».
IL CASO TERAMO. Gli assembramenti davanti ai locali e alcuni episodi di vandalismo non sono piaciuti al sindaco di Teramo, D’Alberto, che lancia un appello ai giovani e minaccia chiusure. «È un problema diffuso in tutta Italia», dice D’Alberto, «abbiamo visto comportamenti irresponsabili anche in città come Bergamo, Brescia e Cremona che sono state colpite pesantemente dal Covid. C’è un problema generalizzato di mancata percezione del rischio che stiamo correndo. La fiducia che abbiamo dato non è incondizionata: se dovesse continuare questo tipo di atteggiamento, nonostante i numerosi richiami, saremmo costretti a tornare a misure restrittive sulle limitazioni degli orari o sulle chiusure degli spazi. Non commettiamo l’errore di trasformare questa fase della responsabilità nella fase della leggerezza e della superficialità perché rischiamo di tornare indietro e di vanificare tutti gli sforzi fatti finora».
ASSEMBRAMENTI A SULMONA. Anche l’appello lanciato dal sindaco Casini è caduto nel vuoto. Sabato il centro storico di Sulmona è stato affollato da giovani che si sono assembrati senza rispettare le distanze. «Quello che è successo non si deve più ripetere», dice il sindaco, che ieri ha convocato baristi e ristoratori per definire con loro una forma di collaborazione in sinergia con le forze dell’ordine. «C’è il rischio che comportamenti così irresponsabili compromettano una ripartenza già molto difficile», aggiunge il sindaco. «È necessario ed impellente un intervento e un cambiamento di abitudini partendo proprio dai più giovani. Sto sollecitando il confronto con gli esercenti per cercare la loro fattiva collaborazione e definire misure finalizzate a consentire da un lato di poter riprendere le attività in sicurezza e dall’altro di contenere i comportamenti pericolosi delle persone. Il sabato sera non può essere vissuto come se l’emergenza fosse scomparsa o come se la vita fosse tornata come prima».
LA MOVIDA SULLA COSTA. Situazione sotto controllo a Francavilla dove non si sono registrate criticità nel weekend. «Da noi nessun allarme», precisa il sindaco Antonio Luciani. «Questa è la fase della ripartenza, quindi è giusti che i ragazzi escano la sera e frequentino i locali sempre, ovviamente, nel rispetto delle norme anticontagio. Sabato polizia, carabinieri e finanza hanno effettuato controlli nei locali, ma i gestori stanno mantenendo un comportamento professionale. Si entra massimo due alla volta per ritirare l’ordinazione. La situazione è gestibile», aggiunge Luciani, «non ho trovato scalmanati e ragazzi irresponsabili. Non bisogna creare allarmismi sulla movida, ma permettere ai locali di tornare a lavorare e ai ragazzi di riprendere le loro vita».
Zero multe anche a Lanciano e Vasto. «Nel fine settimana le forze dell’ordine hanno presidiato i luoghi della movida», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna. «Avevo fatto diversi richiami nei giorni scorsi e non ci sono state situazioni critiche. Giovedì faremo il punto della situazione. Ho chiesto al prefetto di avere più pattuglie».
LA MARSICA. Tanti ragazzi in piazza nel weekend anche ad Avezzano, ma situazione sotto controllo. Il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, ha firmato l’ordinanza, insieme ai sindaci dei maggiori comuni della Marsica, per regolare lo stop alla movida notturna in forma condivisa evitando gli spostamenti dei giovani alla ricerca di pub aperti fino all’alba. L’idea, condivisa dai sindaci di Celano, Trasacco, Capistrello e Luco dei Marsi, prevede orari di chiusura dei locali all’una di notte. «Il passaggio alla fase 2, in virtù dell’evoluzione positiva dell’emergenza», spiega Passerotti, «non significa che siamo fuori pericolo, né che possiamo sottovalutare i rischi per gli spostamenti delle persone alla ricerca dei locali aperti fino a notte fonda».
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