I sindaci unanimi: «Le città rinascano dove sono ora»
Nei centri del cratere si pensa già alla ricostruzione e soprattutto a dove farla. «La gente vuole ricostruire dove sono ora le case» afferma deciso il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro...
Nei centri del cratere si pensa già alla ricostruzione e soprattutto a dove farla. «La gente vuole ricostruire dove sono ora le case» afferma deciso il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci (foto). E sulla stessa posizione c’è anche quello di Amatrice, Sergio Pirozzi. Un’opinione, la loro, in qualche modo condivisa dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, tornata nei centri feriti dal sisma. «Dobbiamo evitare, per quanto possibile, le new town» dice. Tra la gente che vive nelle tende, o che ha dormito la scorsa notte in auto accanto alle case, c’è chi è favorevole e chi ha qualche perplessità. «Vogliamo rimanere qua come i nostri genitori e i nostri antenati» dice Vincenzo. «Bisognerebbe spianare tutto e ricostruire abitazioni antisismiche. Non so...» dice scettico Bruno, uno di quelli che la notte scorsa ha dormito nell’auto. «Io a Pescara del Tronto non ci torno» afferma deciso accanto a lui il figlio. Per il sindaco di Arquata, però, la rocca e le case del ’500 nel centro del paese, ora crollate, «devono essere il simbolo della rinascita». «Come Pescara del Tronto - ha aggiunto - deve esserlo. Vogliamo restare qua». Sulla stessa posizione il sindaco di Amatrice. «La città - afferma Pirozzi - dev’essere ricostruita qui e più simile esteticamente possibile a prima. Sono d’accordo tutti i cittadini». La gente intanto non vuole allontanarsi dalle case ferite. «Molti hanno dormito davanti alle abitazioni, in auto - dice Aleandro Petrucci - ci sono i fuochi accesi a testimoniarlo». Il sindaco rivela poi di essere stato chiamato al telefono dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Gli ho detto che se vuole che il comune rinasca, serve un intervento massiccio. La gente vuole ricostruire dove sono le case».

