I soccorritori: «Lottiamo contro il tempo»

10 Settembre 2018

Proseguono le ricerche di Carlo Fattiboni. Marucci, soccorso alpino: «Ricerche estese fino a 12 km»

CARAMANICO. Sono state estese a circa 12 chilometri dal centro abitato di Caramanico le ricerche di Carlo Rodrigo Fattiboni. Il 76enne è scomparso tra i boschi del sentiero dello Spirito, lunedì pomeriggio, dopo aver detto alla moglie Lilly che andava a fare una passeggiata per provare i suoi nuovi bastoni da nordic walking. Fattiboni, nato a Brugherio ma di famiglia pescarese, è uscito dalla pensione Vincenzella, in viale Roma, e si è diretto verso la boscaglia, dalla parte opposta del centro del paese. Aveva lasciato detto che sarebbe tornato alle 19, ma da sette giorni non si sa più nulla di lui. Centinaia di soccorritori del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico (140 unità in Abruzzo), dei vigili del fuoco, della protezione civile, dei carabinieri e carabinieri forestali e due unità cinofile del Molise, stanno cercando l’uomo, dalla salute di ferro e il fisico sportivo, con l’utilizzo di droni, elicotteri, visori notturni, cani molecolari su un territorio di tremila ettari di bosco.
«Stiamo facendo tutto il possibile e stiamo utilizzando tutte le apparecchiature tecnologiche in nostro possesso», spiega Alessandro Marucci, delegato del soccorso alpino e speleo Abruzzo, «ma il fattore tempo è il problema principale. Noi speriamo sempre di ritrovare le persone in vita, anche dopo giorni. Ci proviamo con tutte le nostre forze. Ma questo è un territorio impervio pieno di sentieri con i pendii, forre (profonde gole), canaloni, arbusteti, pareti rocciose spesso ricoperte da vegetazione. È uno scenario composito e pericoloso anche per noi». Marucci ripercorre una settimana da incubo per la famiglia dello scomparso, la moglie Lilly, le figlie Ines e Francesca. «Dal primo giorno», prosegue Marucci, «abbiamo fatto annusare gli indumenti ai cani molecolari, calato corde lungo i costoni rocciosi, perlustrato a bassa quota con un elicottero dell’Aeronautica militare di Pratica di Mare, monitorato i sentieri che salgono fino a Decontra, analizzato le testimonianze di chi avrebbe potuto incontrare il signor Carlo che aveva un vecchio modello di telefonino, troppo vecchio per le nostre avanzate tecnologie. Siamo riusciti ad agganciare delle celle restringendo il campo il più possibile, ma di più non si può fare. Oggi abbiamo ispezionato una forra. Le ricerche andranno avanti».