I tavolini? Solo all’aperto E in platea mille persone

I clienti a cena o pranzo all’esterno sempre rispettando la distanza di un metro Per musei e mostre visite prenotate online. In palestra allenamenti individuali
ROMA. Il percorso per le riaperture è cominciato ieri con l’annuncio del premier Mario Draghi, proseguirà il 23 aprile con la valutazione dell’andamento della curva epidemiologica e si concluderà il 26 aprile con la ripresa di alcune attività. Una ripartenza graduale che si basa su nuovi protocolli.
BAR E RISTORANTI. Prenotazione obbligatoria per i clienti e obbligo di privilegiare gli spazi all’aperto. Sono queste le regole base per la riapertura dei ristoranti. Il nuovo protocollo, che sarà messo a punto la prossima settimana, darà la priorità ai locali pubblici che hanno posti a sedere per evitare gli assembramenti. I tavoli «devono essere disposti in modo da assicurare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, a eccezione delle persone che, in base a disposizioni di legge, non siano soggette al distanziamento interpersonale».
La distanza «può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli». Al tavolo «massimo 4 persone salvo che siano tutti conviventi». Il personale di servizio a contatto con i clienti deve indossare la mascherina. Si deve favorire il pagamento elettronico, possibilmente direttamente al tavolo. Meglio i menù online o plastificati. I clienti possono alzarsi solo con la mascherina.
CINEMA E TEATRI. Dal 26 aprile riaprono teatri, cinema e sale da concerto all’aperto e al chiuso. Si passa dal 25% al 50% dei posti occupabili in sala, con un innalzamento a un massimo di 500 spettatori (prima erano 200) nelle sale al chiuso e di 1.000 spettatori (prima erano 400) in quelle all’aperto. Il pubblico, gli artisti e il personale dovranno naturalmente rispettare tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli.
Il Cts ha ammesso la possibilità che le Regioni autorizzino spettacoli ed eventi, con un numero superiore di spettatori, adottando misure di sicurezza aggiuntive. L’entrata e l’uscita devono essere separate. Bisogna favorire la prenotazione online. I posti a sedere devono prevedere un distanziamento minimo, tra uno spettatore e l’altro, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro. Questa misura non viene applicata per i nuclei familiari e i conviventi. La distanza può essere diminuita con la presenza di divisori in plexiglass, anche rimovibili, da installare tra un nucleo di spettatori e un altro. Nei guardaroba indumenti e oggetti devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.
C’è il tasto dolente dello stop alla vendita di cibi e bevande, che rimane e costituisce un ulteriore aggravio per le imprese. E c’era la richiesta di aprire anche nelle zone arancioni, di consentire i flussi di pubblico da una regione all’altra. Senza dimenticare che tra i limiti che rimangono per tutti, c’è lo scoglio del coprifuoco, che viene confermato alle 22. Un paletto ulteriore e certo non da poco per cinema, teatri, concerti, che impone spettacoli serali programmati di fatto nel tardo pomeriggio, alle 19, 19.30. Insomma, è difficile, se non impensabile in questi termini che possano arrivare in sala i film più importanti e i grandi titoli rimasti in panchina da mesi.
MUSEI E MOSTRE. Dal 26 aprile in zona gialla saranno riaperti automaticamente anche musei e mostre. Le visite devono essere prenotate online per evitare i pagamenti in contanti.
Deve essere fissato un numero massimo di visitatori all’interno e contingentato il tempo per ogni sala. I visitatori devono sempre indossare la mascherina. Il personale deve indossare la mascherina in presenza di visitatori. L’area di contatto tra personale e utenza all’ingresso dovrebbe essere delimitata da barriere fisiche. Bisogna predisporre percorsi obbligatori per la visita ed evidenziare le aree, anche con segnaletica sul pavimento, per favorire il distanziamento interpersonale. Si deve prevedere la separazione tra l’entrata e l’uscita. Gli ascensori possono essere utilizzati soltanto dalle persone con disabilità.
PALESTRE E PISCINE. Le lezioni e gli allenamenti nelle piscine e nelle palestre potranno avvenire soltanto in forma individuale. In palestra «è obbligatorio mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri». Per le piscine si arriva invece a 10 metri quadri a disposizione di ogni atleta. È obbligatoria la pulizia delle aree di contatto di ciascun attrezzo dopo ogni utilizzo da parte dell’utente con opportuno prodotto igienizzante».
Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. Gettare in appositi contenitori materiali usati. Utilizzare se possibile tappetini propri, quelli comuni vanno igienizzati prima e dopo la sessione di allenamento. Vietato l’uso delle docce.
(g.g.)

