I tesori di Persepoli ad Aquileia

In corso fino al 30 settembre una grande e inedita mostra di capolavori dell’arte persiana
ROMA. L'oro abbagliante del calice con il leone alato, arrivato dall'antica città di Hamadam, accanto agli ori e alle terrecotte con la testa del toro. E poi bracciali, pugnali, lamine decorative, sculture, capitelli. Scortati da un'imponente guardia armata, sono arrivati ad Aquileia i capolavori dell'arte persiana, per l'eccezionale mostra che fino al 30 settembre racconterà la grandeur dell'antica Persepoli distrutta poi da Alessandro Magno. Un tesoro d'arte e di storia - inedito per il pubblico italiano - che segna un'altra tappa dei rapporti tra Italia ed Iran. E nello stesso tempo una risposta al traffico d'arte e al terrorismo. Costata oltre 300 mila euro - fondi necessari per far fronte alle spese assicurative, al trasporto e appunto alla vigilanza armata - la rassegna, realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il National Museum of Iran e l'Iranian Cultural Heritage Handcrafts and Tourism Organization, è frutto di un importante prestito del Museo Nazionale iraniano. «Abbiamo scelto Aquileia perché la città è da sempre considerata la Porta di Roma verso l'Oriente. E l'Oriente, nell'immaginario collettivo italiano è rappresentato da sempre dalla Persia e poi dall'Iran» spiega l'ambasciatore italiano Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia. Persepoli e la città romana avamposto verso l'oriente dell'Impero romano accomunate anche dalla fine, viene fatto notare. Perché se la splendida capitale persiana, la più maestosa che all'epoca l'uomo avesse costruito, fu incendiata e ridotta in rovina nel 330 a.C., una sorte analoga colpì Aquileia, che resistette alle incursioni del barbaro Alarico, ma non ad Attila che nel 452 dopo Cristo la devastò e sparse il sale sulle sue rovine.
Intitolata Leoni e Tori dall'Antica Persia ad Aquileia, la mostra racconta con oltre 25 importanti oggetti un lungo periodo dell'arte persiana dagli Achemenidi ai Sassanidi. La maggior parte dei reperti, spiega il direttore del museo archeologico di Teheran J. Nokandeh, «proviene da siti archeologici di Persepoli». Oggetti scelti con cura, sottolinea, per raccontare «la storia dei rapporti tra l'antica Persia e l'antica Roma». Molti leoni e tori, come indica il titolo, perché questi due animali hanno un posto particolare nell'arte dell'antica Persia, la lotta tra il leone e il toro (il primo a indicare il sole, il giorno, la luce, l'altro simbolo della natura, la notte, il buio) è un topos che ricorre nei bassorilievi di Persepoli. Ospitata nelle sale del Museo Archeologico di Aquileia, la rassegna rimarrà aperta fino al 30 settembre. Lo scambio di cortesie con l'Iran intanto continua. Per ringraziare Teheran del prestito eccezionale la Fondazione Aquileia si impegna come polo coordinatore per una rassegna sui Mitra che si sta organizzando per il 2017.

