I testimoni dell’accusa: quelle villette sono abusive
CITTA’ SANT’ANGELO. Nuova udienza del processo che ruota attorno a presunte villette abusive a Città Sant’Angelo. Nel processo sono imputate 12 persone accusate della realizzazione abusiva di...
CITTA’ SANT’ANGELO. Nuova udienza del processo che ruota attorno a presunte villette abusive a Città Sant’Angelo. Nel processo sono imputate 12 persone accusate della realizzazione abusiva di altrettante villette in un’area agricola e con vincoli ambientali di 23 ettari nella campagne di Città Sant’Angelo.
Nell’area in questione – nella zona di via Colle di Moro, ora denominata strada delle Terme – secondo l’accusa sarebbe stata realizzata una vera e propria “new town”, senza requisiti né servizi. Durante l’udienza sono stati ascoltati alcuni testimoni tra cui un agente della polizia municipale che ha riferito dei sopralluoghi effettuati sottolineando gli abusi edilizi riscontrati. Poi, è stato il turno di un architetto, consulente della procura, che ha ripercorso l’iter della perizia sottolineando gli abusi. Inoltre, il tribunale in composizione monocratica ha ascoltato anche i fratelli Donato e Adriano Comignani, assistiti dagli avvocati Wania Della Vigna e Guido De Luca del foro di Teramo, parti civili nel processo e dalla cui denuncia nel 2009 scattò l’inchiesta per gli abusi a Città Sant’Angelo.
Sono dodici in tutto i nomi finiti alla sbarra: nove proprietari, tre tecnici privati, geometri ed architetti nella loro funzione di progettisti e direttori dei lavori accusati di aver realizzato una lottizzazione abusiva di terreni ubicati nella zona agricola del Piano regolatore paesaggistico del Comune di Città Sant’Angelo. Molti imputati hanno inoltre chiesto la sanatoria per i presunti abusi effettuati. Per gli avvocati resta comunque da accertare «se le opere eseguite dagli imputati possano essere sanate dal Comune di Cittá Sant'Angelo».
La prossima udienza di fronte al giudice Laura D’Arcangelo è stata rinviata al 13 luglio 2015 quando saranno ascoltati i testimoni delle difese. Nel processo anche il Comune di Città Sant’Angelo figura tra le parti civili.
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