I trabocchi sono salvi ma solo quelli in regola

5 Giugno 2019

Approvata la legge-ponte che garantisce la stagione ai ristoranti sul mare Chi ha commesso abusi edilizi non può riavere subito il permesso a riaprire

L’AQUILA. I trabocchi della Costa teatina sono salvi. Ma solo quelli in regola. Con i voti favorevoli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, l’astensione del centrosinistra e il no del M5S, la nuova legge, rimasta per settimane al centro di polemiche, è stata approvata ieri in consiglio regionale. Determinante, e sul filo di lana, è risultato un emendamento presentato dal consigliere di FI, Daniele D’Amario, su cui ha giocato un ruolo importante l’avvocato Diego De Carolis, esperto in diritto amministrativo e urbanistico, che ha reso la nuova norma immediatamente esecutiva salvando la stagione turistica in corso a una consistente porzione di trabocchi che svolgono attività di ristorazione, ma non a chi è incappato in macroscopiche violazioni di norme edilizie e demaniali.
SALVA STAGIONE. Ricordiamo che i trabocchi sono 33. Di questi, 16 sono stati trasformati in ristoranti di cui 8 sono finiti nell’inchiesta della capitaneria di porto di Ortona, e tre, infine, sono stati raggiunti da ordinanze di cessazione dell’attività di somministrazione di bevande e alimenti. Solo grazie all’emendamento D’Amario, la nuova legge, che consente superfici massime di 210 metri quadrati, di cui 160 per il ristorante e 50 per cucina e bagno, permette il rilascio di autorizzazioni da parte dei Comuni, su richiesta del titolare del trabocco che deve avere tutte le carte in regola, e cioè «l’attestazione di un tecnico abilitato e la sussistenza di condizioni di sicurezza, igiene e salubrità della struttura, in relazione al numero massimo di persone ospitabili», che sono sessanta.
TEMPI LUNGHI. Ma i tempi per riaprire potrebbero anche allungarsi. Occorrerà attendere una settimana per la pubblicazione sul Burat della nuova legge, che dev’essere recepita dai comuni costieri, dunque approvata nei consigli comunali. È chiaro che chi non è in regola non potrà mai ottenere l’autorizzazione entro luglio o agosto dovendo prima sanare i presunti abusi commessi, come l’ampliamento a dismisura che in alcuni casi ha superato i 250 metri quadrati. Ma resta una legge ponte, una norma transitoria, grazie proprio all’emendamento salva stagione. La vera norma, quella organica, sarà pronta non prima della prossima stagione balneare, quella del 2020.
MINORANZA ALL’ATTACCO. Ieri, prima di arrivare a questa soluzione, c’è stato un dibattito in aula che ha ben distinto le posizioni. Dopo l’intervento del consigliere regionale Emanuele Marcovecchio, presidente della commissione Territorio, che ha illustrato la legge nella sua forma non emendata, è seguita la dichiarazione del consigliere d’opposizione Giovanni Legnini, che per primo ha proposto una norma, alla quale si è unito il pentastellato Pietro Smargiassi che, con il suo gruppo, ha votato sì all’articolo 2, una vera e propria clausola di salvaguardia che impedisce modifiche di grandi dimensioni a queste eccezionali macchine da pesca dove, sempre in base alla nuova legge, si dovranno trovare spazio e tempo per accogliere scolaresche e fare almeno un volta al giorno una vera pesca con le particolari reti di cui i trabocchi sono dotati. L’opposizione, insieme, ha poi rivendicato come propria l’iniziativa di aver fatto ascoltare i pareri di tutti gli interessati durante le riunioni della commissione territorio.
FAVOREVOLI E CONTRARI. Ma quando si è trattato di votare il M5S ha deciso per il no, perché le misure sono rimaste eccessive e in contraddizione con l’articolo che vieta ampliamenti. Il Pd si è astenuto e, per bocca di Silvio Paolucci, ha spiegato come la legge sia stata mal gestita dalla maggioranza che, al contrario, ne ha esaltato la valenza, sottoscritta in aula dagli assessori Mauro Febbo e Nicola Campitelli, e dai consiglieri Fabrizio Montepara (Lega) e Guerino Testa di FdI, che ha sottolineato la novità introdotta dalla norma che “destagionalizza” i trabocchi con visite e attività didattiche che possono avere avvenire tutto l’anno. È stata poi tracciata una differenza, anche semantica, tra macchine da pesca della Costa Teatina e quelle del Porto Canale di Pescara, chiamate trabucchi e trabocchi, ma solo, è parso di capire, perché i trabocchi pescaresi avranno una sorte diversa quando si dovrà rifare il porto e saranno inevitabilmente smontati. Per gli altri tocca ai Consigli comunali recepire velocemente la norma e dare la possibilità a chi è in regola di salvare la stagione.