I tre sindaci rieletti: «Premiati per il lavoro svolto»
Fallo, Pizzoferrato e Villa Santa Maria: vittorie schiaccianti per gli uscenti. A Frisa Di Battista non ce l’ha fatta per 45 voti
LANCIANO. La priorità per tutti è far quadrare i bilanci, far uscire il proprio Comune dall’isolamento, soprattutto se montano, e lottare per due obiettivi: migliorare la condizione della viabilità, e scommettere sul turismo culturale, enogastronomico e ambientale. A due giorni dalle elezioni comunali a Fallo, Frisa, Pizzoferrato e Villa Santa Maria, le amministrazioni già sono al lavoro. In tre casi si è trattato di riconferme (Fallo, Pizzoferrato e Villa Santa Maria), mentre per Frisa è stato un vero ribaltone. Un dato sul quale riflettere è l’astensionismo, tranne a Fallo: nel Comune più piccolo tra i quattro si è passati dal 34,27% di cinque ani fa al 41,35% di partecipazione al voto, mentre negli altri la percentuale dei votanti è scesa di almeno cinque punti percentuale. Ma nei piccoli comuni, Fallo per esempio ha 137 abitanti, molto incidono i residenti all’estero (iscritti cioè all’Aire) che fanno lievitare gli aventi diritto al voto a 237 elettori. Quindi i 98 votanti, su 110 aventi diritto al voto effettivi, sono una percentuale reale che si avvicina al 90% dei residenti. A Frisa dieci anni dopo il primo tentativo Nicola Labbrozzi è riuscito ad avere la meglio su Rocco Di Battista, sindaco per due legislature. Così come nel 2008 Di Battista vinse per 52 voti, la rivincita per Labbrozzi c’è stata per uno scarto di 45 preferenze. «È stata premiato il nostro programma e la nostra chiarezza», afferma il geologo libero professionista, «saremo a contatto con i cittadini, li dobbiamo coinvolgere, ascoltarli; ci impegneremo a risolvere i problemi, dai più piccoli ai più grandi». Vittoria schiacciante per Palmerino Fagnilli, sindaco uscente, a Pizzoferrato. La sua lista Paese Mio ha ottenuto 525 voti; Carmine Tarantini con Uniti per Pizzoferrato si è fermato a 150 voti. È stato un risultato inequivocabile che manda nuovamente Tarantini sui banchi dell’opposizione. «È una vittoria bella, piena, indubbia», commenta Fagnilli, «gli elettori ci hanno premiati per il lavoro che abbiamo fatto in questi cinque anni e per il programma che abbiamo per i prossimi cinque». Nel 2013 Fagnilli riportò 513 preferenze mentre l’altro candidato, Tony Ragnelli, nella cui lista c’era anche Carmine Tarantini, ottenne 269 voti. Riconferma a Fallo per Alfredo Salerno: la sua lista ha ottenuto 67 preferenze (cinque anni fa vinse con 71) mentre Luigi Mantelli si è fermato a 21 e appena 6 voti ha ottenuto Carmine Vatieri. Non è servito a Mantelli neanche aver messo in lista Carmine Salerno, zio di Alfredo, già sindaco per quasi un ventennio e che nella consiliatura che si è conclusa era un consigliere comunale di maggioranza. Riconferma anche per Giuseppe Finamore a Villa Santa Maria. La sua lista Villalternativa ha ottenuto 544 preferenze. Non è riuscito lo sfidante Nicola Tantimonaco, a riunire, così come era nelle intenzioni, a riunire le diverse anime del centrodestra: si è fermato a 209 preferenze. Curiosità: entrambi i candidati non hanno votato in quanto non risiedono a Villa. Finamore, già chef alla Camera dei deputati, parla del prossimo impegno: «Abbiamo avuto un finanziamento diretto dalla presidenza del Consiglio dei ministri per palazzo Castracane che ospiterà la sede giuridica del corso universitario di Scienze dell’alimentazione e salute, i laboratori si terranno in una nostra eccellenza: l’istituto Marchitelli. Tra un mese firmeremo l’accordo con l’università di Chieti».
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