I Triozzi di tutto il mondo si ritrovano a Montesilvano

25 Settembre 2018

La famiglia di origine pennese, con un ramo nel Teramano, si è riunita in città Alla festa anche i componenti rintracciati in Belgio, Brasile, Usa e Argentina

MONTESILVANO. Ormai è una tradizione. I componenti della famiglia Triozzi, sparsi in varie regioni italiane e anche fuori dall’Europa, si danno appuntamento ogni anno in Abruzzo, dal 2015. E ogni volta ci sono nuovi componenti visto che Robert Triozzi si è messo in mente di individuare tutti i «Triozzi nel mondo». Ha avviato nel 1977 una ricerca capillare, ora supportata dai social network, che lo ha portato perfino in Brasile e in Argentina, oltre che in Belgio e negli Stati Uniti dove lui ha vissuto in passato e dove vivono tuttora le sorelle Donna e Michele.
Il «grande raduno internazionale» dei Triozzi, come lo chiama Robert, si è svolto domenica al Grand hotel Montesilvano, con la partecipazione di una sessantina di persone di tutte le età, «da meno di un anno a 81», spiega l’organizzatore ricordando che il più anziano è Natalino, di Penne. «Siamo tutti Triozzi, con vari gradi di parentela, e siamo accomunati dall’origine pennese. L’ultimo raduno ci ha consentito di scoprire che ci sono anche dei Triozzi nel Teramano, come ci ha raccontato Dario, di Roseto».
Al «pranzone» di domenica, caratterizzato anche dall’esibizione del complesso folcloristico “I giovani del folk di Penne”, hanno partecipato le sorelle di Robert, Luiz, arrivato dal Brasile in Italia per conoscere i parenti e le cui origini sarebbero di Notaresco, e John, volato in Italia da Philadelphia, la cui provenienza sarebbe di Morro d’Oro ma i cui avi erano di Notaresco. Mettendo insieme le informazioni assunte in questi giorni, anche attraverso l’acquisizione di documenti, abbiamo pensato che da Penne ci sia stato uno spostamento nella zona di Atri e vogliamo indagare su questo ramo nuovo della famiglia», prosegue Robert, aiutato nella sua ricerca da Lucia e Ermete.
La simpatica rimpatriata dei Triozzi, che hanno elaborato uno stemma di famiglia, nasce da una specie di leggenda. Nel '600, un marchese o forse un conte di Penne, tale Iozzi, avrebbe avuto una moglie e due amanti. I figli nati fuori dal matrimonio sarebbero stati registrati con cognomi diversi da Iozzi: Biozzi per quelli dati alla luce dalla seconda donna (e contraddistinti dall’iniziale B del cognome), e Triozzi per i figli della terza donna (di qui l’iniziale Tr, davanti a Iozzi). Negli anni le scoperte sono state tantissime e i Triozzi rintracciati fino ad oggi sono «più di cento. La ricerca continua, mano a mano che si trovano altre persone con lo stesso cognome che hanno avuto lontani parenti a Penne. E c’è grande entusiasmo a proseguire, anche da parte dei giovani».