I vigili del fuoco: siamo pochi e mal pagati

3 Settembre 2015

Il sindacato Conapo chiede ai politici locali di intervenire in vista della prossima legge di stabilità

PESCARA. È il momento della protesta, per i vigili del fuoco di Pescara, che si uniscono al grido di allarme dei colleghi di tutta Italia e denunciano la carenza di organico e la retribuzione non adeguata, chiedendo ai politici di intervenire in loro favore.

Il grido di allarme è del sindacato Conapo, rappresentato a livello provinciale da Renzo Angelozzi, che spiega nel dettaglio le problematiche del Corpo.

Manca il personale. In primo luogo c’è la carenza di organico rispetto al previsto. «Non è ancora operativo il distaccamento di Penne che abbiamo voluto con forza e caparbietà per dare un soccorso adeguato ai cittadini dell'area Vestina», sostiene Angelozzi. Non rincuora molto il fatto che il problema sia nazionale (mancano 3854 vigili del fuoco), anzi alla preoccupazione generale che ormai attraversa tutte le caserme d’Italia si aggiunge il timore che la situazione peggiori ancora di più perché «le assunzioni previste dal governo per il Giubileo con il recente Decreto enti locali non andranno a colmare il buco di organico, trattandosi della anticipazione temporale di assunzioni già previste. La carenza, quindi, è destinata ad aumentare ulteriormente se l'attuale Governo continuerà su questa strada», senza prevedere un turn over più consistente.

Compensi ingiusti. Il secondo problema riguarda i compensi. «Siamo retribuiti molto meno dei colleghi di altri Corpi», fa notare il Conapo, «e il divario va dai 300 euro mensili, per le qualifiche più basse, fino ad arrivare a circa 700 euro di differenza nei gradi più elevati. E, a differenza di altri Corpi, non abbiamo i trattamenti pensionistici legati all’attività operativa. I pompieri vivono questa situazione come una “ingiustizia delle istituzioni”». Età media troppo alta. C’è una terza questione, di non poco conto per chi svolge un’attività così delicata. «C’è il grave problema», spiega Angelozzi, «dell’aumento dell’età media del personale operativo, causata dalle mancate assunzioni, dall'immissione in ruolo di personale già in età avanzata e dall’elevazione dei requisiti di accesso alla pensione. Secondo il nostro ufficio studi», prosegue il rappresentante provinciale del Conapo, «l’età media si è innalzata quasi alla soglia dei 50 anni, una situazione mai vista nella storia del Corpo. E questo incide sulle capacità operative individuali, sui tempi di intervento ma anche sugli infortuni sul lavoro, che stanno aumentando».

La conseguenza è che «circa 700 vigili del fuoco sono “esonerati” dai servizi operativi a causa di vari infortuni e malattie, sovente per causa di servizio».

A proposito dell’attività svolta quotidianamente il sindacato fa notare che «gli operativi possono passare da un lavoro di routine ad una super intensa in pochi minuti. E a 50 anni il fisico non risponde più come a 30, è inevitabile. Negli ultimi tempi tra i colleghi ci sono stati anche malori ed infarti sul lavoro, ma non vediamo adeguate misure di prevenzione da parte del ministero dell’Interno. Nella nostra vita professionale non veniamo nemmeno sottoposti a un elettrocardiogramma sotto sforzo quindi l’amministrazione non sa se il personale ha un cuore adeguato ad affrontare gli sforzi richiesti, ed è gravissimo sotto il profilo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Quando ci infortuniamo in servizio dobbiamo anticipare di tasca nostra i soldi per curarci, per poi vederceli rimborsare dopo anni», mette in evidenza il Conapo in un lungo intervento per far emergere lacune ed esigenze.

Le richieste. Come intervenire per andate incontro alle richieste dei vigili del fuoco? È lo stesso Conapo a indicare la strada, rilanciando l’appello, «inascoltato da tempo», di uno «sblocco del turn over, visto che cresce il numero degli interventi per disastri e calamità e aumenta anche il novero delle competenze. Con la riforma della pubblica amministrazione, ad esempio, ci spetteranno funzioni ora assegnate al Corpo forestale. È anche arrivato il momento di colmare, o almeno ridurre, la forte sperequazione retributiva tra i vigili del fuoco e gli appartenenti ad altri Corpi, che viene vissuta come una grave ingiustizia. Se il Governo non si muoverà in questa direzione scenderemo in piazza», annuncia Angelozzi. Il Conapo non parla per puntiglio o per partito preso ma perché c’è «il rischio, da evitare a tutti i costi, di avere personale sempre più stanco e demotivato». La speranza del sindacato è che i politici della provincia di Pescara attivino «azioni concrete in vista della prossima legge di stabilità, per ridare efficienza al Corpo».