I vigili: nomina comandanti la legge non si può cambiare

SPOLTORE. «La legge regionale sulla nomina dei comandanti dei vigili non si tocca, senza aver prima consultato il comitato consultivo per la polizia locale dell’Abruzzo». È il monito lanciato al...
SPOLTORE. «La legge regionale sulla nomina dei comandanti dei vigili non si tocca, senza aver prima consultato il comitato consultivo per la polizia locale dell’Abruzzo». È il monito lanciato al governatore Luciano D’Alfonso dal comandante della polizia urbana di Spoltore, Panfilo D’Orazio, e dai suoi colleghi di Pescara, Montesilvano, Avezzano, Teramo, Chieti e di altri Comuni abruzzesi. I dirigenti hanno scritto a D’Alfonso per sollecitare la convocazione del comitato consultivo, per la polizia locale, di cui sono membri di diritto, che dovrebbe dire la sua in merito ai tentativi in atto, nel governo regionale, di modifica delle norme che disciplinano i criteri d’accesso all’incarico di comandante, limitandone le prerogative, cambiamenti che la Regione starebbe predisponendo senza aver mai costituito e consultato il comitato, quale organo tecnico qualificato per supportare l’attività della giunta regionale e del consiglio nelle decisioni in materia di polizia locale. In sostanza, si vorrebbe dare ai sindaci la facoltà di designare a capo dei vigili una figura di fiducia esterna, pur in presenza tra il personale già in servizio nell’ente di lavoratori in possesso di titoli, esperienza e professionalità, idonei a ricoprire il ruolo dirigenziale. Al momento la legge consente ai sindaci di nominare un comandante esterno, ma solo se in Comune non c’è un agente con i requisiti richiesti. La proposta di variazione della normativa è finita nel mirino dei comandanti promotori dell’appello a D’Alfonso. «La giunta regionale ha già cercato due volte di modificare la legge, per dare la possibilità ai Comuni di nominare il comandante per nomina fiduciaria, con possibilità di far ricorso a personale esterno», spiega D’Orazio, «in pieno contrasto con l’orientamento della Corte dei Conti che in più occasioni ha ritenuto che non sia possibile attingere personale esterno, se all’interno dell’ente ci sono lavoratori con comprovata esperienza e professionalità per ricoprire tale ruolo. Ci sono anche diverse sentenze del Consiglio di Stato. Riteniamo che le norme che si vogliono modificare, oltre che inopportune, siano illegittime e viziate sin dall’origine. Poiché la legge prevede la costituzione del comitato con funzioni di consulenza tecnica della giunta e del consiglio, si ritiene che il presidente debba attivare le procedure per la sua costituzione e garantire così il coinvolgimento dei comandanti, rappresentanti sindacali e associazioni per qualsivoglia modifica alla legge».

