I vigili urbani esempio virtuoso di lotta alla corruzione

PESCARA. Tre agenti della polizia municipale di Pescara diventano simbolo di legalità e lotta alla corruzione: a sancirlo è il Trasparency International, la più grande organizzazione a livello...
PESCARA. Tre agenti della polizia municipale di Pescara diventano simbolo di legalità e lotta alla corruzione: a sancirlo è il Trasparency International, la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione, che ha inserito all’interno di “Ad Alta Voce”, il report annuale nel quale vengono riportati casi da tutta Italia che siano di esempio positivo per la lotta alla corruzione, il caso dei vigili protagonisti dell’ormai nota vicenda della “multa fantasma” al questore di allora Paolo Passamonti. Multa per divieto di sosta sparita con la restituzione della macchina che invece era stata prelevata dal carroattrezzi. Il fatto risale all’8 dicembre 2011. A portare alla luce tali incongruenze furono Claudio Di Sabatino, il vigile che aveva redatto il verbale, insieme ai colleghi Angelo Volpe e Donato Antonicelli, che verificarono anche che i costi del carroattrezzi non erano stati addebitati al proprietario dell’auto e che non c’era più traccia del verbale. Ne seguì una denuncia contro ignoti che i tre vigili presentarono ai carabinieri. La notizia uscì sui media locali, la Procura aprì un fascicolo per fuga di notizie. Angelo Volpe fu indagato per violazione di segreto d’ufficio (rinviato a giudizio e poi assolto), mentre tra la fine del 2014 e l’inizio 2015 la vicenda passò alla ribalta nazionale con due puntate della trasmissione televisiva “Le Iene”. Sulla restituzione dell’auto la Procura aprì un’inchiesta, archiviata in base al regio decreto 1907, mentre nei confronti dei tre vigili iniziarono i procedimenti disciplinari al Comando. E l’11 dicembre 2015 Di Sabatino, Volpe e Antonicelli contattarono Allerta Anticorruzione.

