I vigili urbani in borghese multano i padroni dei cani

23 Maggio 2015

Francavilla, scatta il pugno di ferro dopo le proteste per le strade troppo sporche Sanzioni da 50 euro. Nunziato: non solo repressione, vogliamo educare i cittadini

FRANCAVILLA. Controlli dei vigili urbani in borghese su tutto il territorio di Francavilla per contrastare il fenomeno della mancata raccolta, da parte dei proprietari, delle deiezioni canine, oltre alla verifica dei microchip dei cani. È quanto sta mettendo in campo la polizia municipale anche al di fuori dell’orario di lavoro che va dalle 8 alle 20. I proprietari dei cani che non ne raccolgono gli escrementi rischiano multe da 50 fino a 500 euro secondo un’ordinanza sindacale.

«Non si tratta di un servizio di repressione», sottolinea il consigliere comunale delegato alla polizia municipale, Massimo Nunziato, «ma di sensibilizzazione verso cultura ed educazione civiche». Un fenomeno, quello dell’abbandono indiscriminato di deiezioni canine, difficile da contrastare e che alimenta le proteste: un fenomeno sentito a Francavilla, tanto che il sindaco Antonio Luciani nel 2014 aveva lanciato un appello alla Regione per consentire, con una modifica legislativa, di analizzare il dna delle deiezioni canine per poi scoprire i padroni incivili. «Proteste giustificate», dice il consigliere, «in ordine a problematiche sanitarie e di buon costume, soprattutto all’interno di parchi pubblici, frequentati perlopiù da ragazzi e bambini, e nelle zone di maggior passeggio della città. Ed è per questo che già sono stati elevati diversi verbali».

I controlli a sorpresa andranno avanti durante l’estate: «Il servizio», dice Nunziato, «vuole far sì che vengano limitati al massimo gli abbandoni indiscriminati di deiezioni canine sul territorio comunale. Il mantenimento del decoro urbano», conclude, «è sì obbligo dell’amministrazione comunale ma tutti i cittadini devono prodigarsi affinché la propria città sia pulita ed accogliente: ecco, dunque, che questi pattugliamenti da parte della polizia municipale sono da considerarsi come una sensibilizzazione verso questa problematica e non come atti di repressione».

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