I volontari della Caritas: la città spalanchi il cuore

12 Dicembre 2015

Parlano gli operatori della cittadella di via Alento, prima porta santa ad aprire «Qui c’è bisogno di tutto». Processione alle 11,30 dalla chiesa di San Gabriele

PESCARA. È arrivato il giorno dell'apertura della porta santa. È un giorno doppiamente speciale perché la porta che si apre oggi è quella della chiesetta intitolata a Madre Teresa di Calcutta, nella Cittadella dell'Accoglienza della Caritas, la struttura di via Alento per poveri, senza tetto e migranti. In questi spazi tutto funziona grazie e circa 200 volontari, coordinati da Erminio Di Filippo, mossi ogni giorno dal desiderio di aiutare il prossimo, e sono loro ad assicurare circa 140 pasti a pranzo e altrettanti a cena, con una sessantina di posti letto.

La scelta di fare di questo uscio una porta Santa affinché diventi il simbolo concreto dell’accoglienza misericordiosa è stata accolta con favore da chi anima la Cittadella, con la speranza che la città colga il significato di questa decisione. «Questa cosa ci piace», dice Donatella Magistrati mentre si muove nella grande cucina della mensa. «Sarà emozionante», aggiunge pensando alla cerimonia di questa mattina. E poi lancia il suo messaggio alla città, che a sua volta deve aprirsi alla struttura di via Alento e alle esigenze degli ultimi, per aiutare chi ha bisogno. «Si può dedicare un minimo di spazio della propria vita, non per fare ma per ricevere. In questo posto io ricevo molto, e mi sento felice e rilassata, perché il rapporto con gli altri mi arricchisce». Donatella porta nel cuore due ragazzi stranieri che hanno frequentato la mensa ma non vede da un po’. «Dicevano che era meglio stare in Italia e mangiare qualcosa tutti i giorni, lontani dai loro figli, piuttosto che stare a casa senza avere nulla. Spero siano tornati dai bambini».

«Siamo dei privilegiati», commenta un altro volontario, Claudio Rossi, pensando alla porta santa della Cittadella. «Il messaggio che parte da qui», aggiunge facendo eco a Donatella, «è un messaggio di pace perché ci sono troppe guerre, ma anche una richiesta di aiuto, perché qui ce n’è bisogno, per sostenere i poveri e gli ospiti della mensa». «Con la porta Santa», aggiunge Daniela Bellettato, pure lei ai fornelli, «si dà la possibilità di credere, tornare a credere ma anche ricredersi o farsi perdonare ed è una bella cosa per credenti e non, anche di altre religioni. Sarebbe bello se i pescaresi si avvicinassero alla Cittadella, perché c'è bisogno di collaborazione e materie prime per portare avanti la struttura. Questo è un posto che mi dà molto, qui mi hanno insegnato tanto». Tra gli ospiti assidui della mensa c'è Aldo Santacroce, 60 anni. Per lui «il dialogo e la misericordia sono da perseguire sempre» e Aldo ci prova, aiutando uno straniero conosciuto nella Cittadella, ma «vivo con 350 euro e non ce la faccio. Qui dentro ci sono pochi italiani, non tutti capiscono il significato di questo evento, e poi c'è molto egoismo, forse a causa della povertà».

«Per noi è un onore e un piacere, la cosa più bella che potesse esserci», dice pensando a oggi Aldo D'Aloiso, coordinatore della mensa, ed è contentissimo anche Di Filippo. «È un evento insolito e anche un’occasione perché ci aspettiamo una maggiore visibilità per la Cittadella e la partecipazione dei pescaresi», osserva il responsabile. «Spero che vengano a vedere cosa c'è oltre quel cancello», anche se le modalità di apertura della cappella ai pellegrini non sono ancora chiare. «Abbiamo bisogno di altri volontari, ai quali chiediamo di sottoporsi ad una formazione per capire bene di cosa devono occuparsi», fa notare, «e poi c’è bisogno di tutto, dagli alimentari ai materassi, dai vestiti ai prodotti per l’igiene e le lenzuola, visto che gestiamo 170 posti letto tra la Cittadella e il Centro Emmaus». L’appello è lanciato, a chi vuole cogliere il segno del Giubileo della Misericordia. Per chi vuole esserci oggi, alle 11.30 ci sarà la messa con l’arcivescovo nella parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata (via Rio Sparto) e poi la processione per raggiungere la Cittadella.

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