Ici e Imu, il Comune a caccia di 1.500 evasori

27 Maggio 2016

Città Sant’Angelo, l’amministrazione vuole recuperare 2,6 milioni mai pagati L’opposizione: in 7 mesi raccolti solo 240 mila euro. Di Giacomo: pagheranno tutti

SANT’ANGELO. Sono 1.553 i residenti di Città Sant’Angelo che non hanno pagato l’Ici e l’Imu dal 2010 al 2013. Adesso, il Comune presenta il conto agli evasori per recuperare 2,6 milioni di euro. Le cartelle di pagamento sono partite tra ottobre e novembre 2015: finora, in meno di 7 mesi, il Comune ha incassato 243 mila euro. In media, ha pagato un evasore su 5. Troppo poco secondo l’opposizione: «Il recupero di Ici e Imu è stato un flop», denunciano i consiglieri di opposizione Maurizio Valloreo, Lucia Travaglini, Matteo Perazzetti e Roberto Ruggeri del gruppo Responsabilità comune. Una cifra troppo bassa, dice la minoranza, che potrebbe far traballare i conti del Comune a fronte di un patto di stabilità rispettato per 60 mila euro. I 4 consiglieri hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti perché, dicono, «non vorremmo vedere la città in dissesto economico».

Non è affatto così per l’assessore Pd alle Finanze Denia Di Giacomo che disegna un Comune con le tasse che scendono e i servizi che funzionano e costano poco alle famiglie: «Per il recupero Ici e Imu, è necessario dare alle persone e alle aziende il tempo per mettersi in regola. Gli incassi proseguiranno nei prossimi mesi e il Comune recupererà le somme non pagate perché la nostra filosofia è quella di pagare tutti ma pagare sempre di meno». E l’assessore risponde all’opposizione con i numeri: «Rispetto al 2012, la pressione fiscale si è abbassata passando da 884 euro di tasse pro capite a 808 nel 2015 a fronte di un taglio di finanziamenti dallo Stato e dalla Regione che è cresciuto di 6 volte rispetto al triennio precedente. Se prima ogni cittadino di Città Sant’Angelo riceveva finanziamenti per 85 euro, nel 2015, la cifra si è ridotta ad appena 19. Nonostante questo, gli angolani hanno visto ridursi le tasse e tutti gli indici di spesa del Comune sono in calo. Basti pensare che, nel 2015, abbiamo speso 109 euro di “spese di rappresentanza” che sono serviti a comprare i nuovi quadretti del presidente della Repubblica per gli uffici».

L’approvazione del rendiconto di gestione 2015, però, è avvenuta tra le proteste: un gruppo di cittadini, nell’aula del consiglio, ha mostrato cartelli in aula per contestare le aliquote Imu, Tasi, Tari e l’addizionale Irpef e denunciare le condizioni delle strade senza manutenzione. «Nel 2015», dice Di Giacomo, «non sono stati contratti nuovi mutui: l’indebitamento del Comune è stato ridotto da 893 a 795 euro pro capite. Infine, per i servizi a domanda individuale, come mense scolastiche e scuolabus, le quote pagate dai cittadini coprono solo il 30 per cento dei costi: tutto il resto è finanziato dal Comune. Questa scelta e l’attenzione al sociale rappresentano un fiore all’occhiello».

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