Ictus, Pescara tra i centri migliori

4 Ottobre 2017

Il reparto diretto da Lombardozzi premiato da un’indagine della That Morning

PESCARA. Una delle migliori strutture italiane nella cura dell'ictus è la Stroke Unit (l'Unità ospedaliera specializzata nella cura dell'ictus) dell'ospedale civile Santo Spirito, diretta da Gabriele Lombardozzi, pescarese, 61 anni, reumatologo fisiatra con specializzazione in Medicina osteopatica e agopuntura e specialista nella trombolisi sistemica, una terapia salvavita altamente all'avanguardia che si somministra per endovenosa.
Una terapia sperimentata con successo su almeno cento pazienti l'anno, dal 2008, quando è stata fondata, dall'attuale manager della Asl, Armando Mancini, l'unità di Terapia Neurovascolare che conta oltre cinquecento ricoveri l'anno.
La certificazione, che sarà consegnata a Lombardozzi nei prossimi mesi nel corso di una cerimonia ufficiale, è frutto di una indagine della ThatMorning, network milanese fondato due anni fa da Danilo Minelli e composto da trecento medici italiani che hanno il compito di monitorare 1.400 ospedali.
Sotto osservazione, per un anno, sono stati tutti i centri sanitari italiani e regionali e sulla base di alcuni parametri (volumi di attività, outcome clinici, curriculum dei medici e pubblicazioni scientifiche) e secondo dati resi noti all'agenzia dal ministero della Salute, è emerso che la Stroke unit pescarese (settimo piano, ala sud, tra via Fonte Romana e via Paolini) è uno dei migliori reparti italiani per la cura della patologia che si manifesta, generalmente, attraverso una serie di sintomi prodromici: cefalee, vertigini, capogiri, disturbi motori, visivi, sensori e del linguaggio, semincoscienza.
Sorpreso dall'inatteso riconoscimento, Lombardozzi ha espresso soddisfazione e ricordato i meriti del reparto da lui diretto: «Questo riconoscimento ci inorgoglisce e ci spinge a lavorare ancora di più e meglio con l'obiettivo di salvare quante più vite possibili».
Lombardozzi ringrazia la sua squadra composta da quattro medici (Francesco Di Blasio, Daniela Monaco e Antonio La Torre, specialisti in Neurologia e Medicina interna) e due infermieri per turno, in un reparto che conta quindici posti letto e che dall'inizio dell'anno ha svolto ottanta interventi di trombolisi sistemica con una probabile tendenza di un centinaio entro fine anno.
I pazienti operati hanno età variabili dai quaranta ai settant’anni anni e provengono da tutta la regione oltre che dal Molise e dalla Lombardia.
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