Idee innovative in concorso Vince il frigo senza corrente

L’aquilana Altaii Italia prima classificata tra le 12 start up che si sono sfidate In passerella design industriale, cibo, salute, cinema e comunicazione versione 4.0
PESCARA . Un “frigorifero” senza corrente. È l’idea che ha premiato l’aquilana Altaii Italia, con laboratorio creativo all’interno dell’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, e stabilimento produttivo a Rapino, vincitrice dell’edizione regionale 2018 del Premio Cambiamenti. La cerimonia conclusiva si è svolta ieri mattina a Pescara, nell’aula magna Federico Caffè della Facoltà di Economia. Fondatore e amministratore dell’azienda è Massimiliano Falcone, laureato alla Bocconi e docente alla Iulm di Milano.
NOVITÀ E TRADIZIONE. Dai “food finders” (cercatori di cibo) ai nutrizionisti 4.0, dalle imprese sociali al cinema: il livello delle 12 start up partecipanti, tutte abruzzesi, era decisamente elevato. Per quattro ore i finalisti hanno tenuto inchiodata ai banchi una platea di circa 200 studenti, chiamata a giudicare, accanto a una giuria di esperti, i diversi progetti.
VECCHI MATERIALI. La Altaii Italia si occupa di design industriale, coniugando – e non poteva essere altrimenti per una start-up – innovazione e tradizione: nasce così un prodotto figlio della tradizione artigiana abruzzese, la porcellana, che l’uso sapiente delle nuove tecnologie ha saputo trasformare in un custode del calore e della temperatura per ore e ore. «Da questo materiale ha preso poi piede l’idea di realizzare una sorta di frigorifero senza corrente elettrica», spiega Falcone, «in grado di conservare per ore la temperatura dei cibi: un’applicazione che potrebbe presto essere estesa anche al settore bio medico».
SUL PODIO. Subito dopo l’azienda aquilana, sul podio sono salite al secondo e terzo posto rispettivamente la “Farm4 Trade” e la “Flytrendy”, entrambe del Chietino.
A CONFRONTO. La fase finale regionale del concorso nazionale voluto dalla Cna e dal Gruppo Giovani imprenditori della confederazione artigiana ha messo a confronto i progetti industriali delle 12 start-up finaliste (ma ai nastri di partenza si erano iscritte 46 aziende), tutti a forte carattere innovativo.
SOLO CINQUE MINUTI. In cinque minuti i responsabili hanno presentato alla platea la propria azienda. Platea che attraverso lo smartphone, assieme alla giuria tecnica, ha contribuito a individuare la vincitrice. Nella giuria tecnica manager, docenti universitari, imprenditori - che hanno vagliato progetti, business plan, prospettive di mercato, capacità di comunicare. Al vincitore, che prenderà parte alla finalissima nazionale in programma a Roma il 30 novembre prossimo, vanno anche benefit e servizi messi a disposizione della Cna.
LA CNA. «Le dodici imprese rappresentano modi diversi di approcciarsi al lavoro, ma sono solo la punta dell’iceberg di un mondo dotato di contenuti tecnici e manageriali significativi», ha detto il presidente della giuria Roberto Centazzo, abruzzese d’origine e coordinatore regionale di Cna Industria dell’Emilia Romagna sintetizzando nel suo intervento conclusivo la mattinata. Con Centazzo hanno fatto parte delle giuria tecnica anche Adriano Lunelli, Lara Tarquinio, Antonella D’Arrezzo (Tekne srl), Gianluigi Di Martino e Sergio Iacoboni. A fare gli onori di casa, per la Cna, il presidente regionale Savino Saraceni, il presidente e il coordinatore regionale di Cna Giovani Imprenditori, Luca Lecce e Silvio Calice, il coordinatore nazionale di Cna Giovani Imprenditori, Luca Iaia.

