Igiene urbana proteste e denunce alla magistratura

PENNE. È vera emergenza rifiuti a Penne. Il servizio di raccolta differenziata, partito lo scorso 1° marzo, soprattutto in periferia, per ora ha generato solo caos e malcontento. Per gli utenti delle...
PENNE. È vera emergenza rifiuti a Penne. Il servizio di raccolta differenziata, partito lo scorso 1° marzo, soprattutto in periferia, per ora ha generato solo caos e malcontento. Per gli utenti delle contrade e delle case sparse la situazione è di assoluta emergenza.
Ieri, addirittura, una 39enne residente in contrada Campetto, Cristina Labricciosa, ha presentato una denuncia contro ignoti per abbandono di rifiuti e contro il Comune di Penne per i reati che l’autorità giudiziaria vorrà ravvisare. Sul terreno di sua proprietà, da circa una mese, i gestori del servizio rifiuti hanno c ollocato un cassonetto di grandi dimensioni e lì vi hanno conferito tutti i residenti della zona e non solo. Da qualche giorno però il cassonetto è stato tolto e la donna si è ritrovata sul proprio suolo una vera e propria discarica a cielo aperto: materassi, stendi panni, assorbenti e un’infinità di sacchetti di pattume domestico.
«Abbiamo accolto con favore l’iniziativa della differenziata, ma non è accettabile un servizio di questo genere», ha detto Labricciosa. Lo scorso giovedì pomeriggio, intanto, dopo una lunga e accesa discussione, l’assemblea comunale ha approvato il regolamento comunale per la disciplina, la gestione e la raccolta differenziata dei rifiuti. Sono state definite con attenzione anche le sanzioni per i cittadini e i commercianti che non rispetteranno le regole.
Le buone intenzioni si scontrano però con le difficoltà palesate dall’Ati foggiana nel garantire il servizio a tutta la cittadinanza vestina. A oggi, inoltre, Eco Alba e Sima Ecologica non ancora firmano il contratto con il Comune per l’assenza del certificato antimafia.
Francesco Bellante
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