Il 5 maggio scende in piazza il movimento per la sanità vestina

15 Aprile 2015

Il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne continua a tenere banco e ad alimentare tensioni. Le ultime sconfortantinotizie, con il punto nascita destinato alla chiusura e la rimodulazione del...

Il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne continua a tenere banco e ad alimentare tensioni. Le ultime sconfortantinotizie, con il punto nascita destinato alla chiusura e la rimodulazione del reparto di emergenza in un un Pronto intervento, mandano su tutte le furie le forze politiche d'opposizione. A tuonare contro le scelte del governo regionale è in particolar modo il gruppo cittadino di Forza Italia. «Con la riduzione dell’attività del Pronto soccorso programmata e la chiusura del punto nascita, ora è più chiara la strategia del Pd e del presidente Luciano D’Alfonso: chiudere l’ospedale San Massimo di Penne. È assurdo» sostiene Forza Italia « che dopo la chiusura del punto nascita, il commissario D’Alfonso e l’assessore Paolucci siano pronti anche a ridurre l’attività del Pronto soccorso che assiste un bacino di oltre 65 mila persone, itenza oltremodo penalizzata da una viabilità precaria nei collegamenti con la costa pescarese. Era questa l’attesa rivoluzione copernicana che ci ha promesso in campagna elettorale il Pd e il presidente Luciano D’Alfonso? Con la chiusura del San Massimo, Penne e tutto il comprensorio vestino» si afferma ancora nel documento del circolo cittadino di Forza Italia «rischiano di morire. Se con il presidente Chiodi avevamo invertito la rotta, appaltando i lavori di ristrutturazione dell’edificio che ospita il San Massimo e potenziato i servizi sanitari, il Partito democratico ha fatto il contrario di tutto», chiosano da Fi. Intanto, in difesa dell'ospedale pennese torna a mobilitarsi anche il movimento per la sanità vestina. Per il prossimo 5 maggio è in programmata un'azione di protesta per dire no alla chiusura del punto nascita e alla rimodulazione del Pronto soccorso. «È ora che tutti i cittadini facciano sentire la loro voce e protestino per l'ennesimo taglio perpetrato ai danni dell’ospedale vestino. L'appuntamento è fissato per le 7:30. Mi auguro che tutto il popolo di penne risponda presente. L'ospedale copre una zona montana estesa e mal ben collegata alla costa. Bisogna tutelare il nostro comprensorio e se i politici non lo capiscono dobbiamo batterci per far sì che le cose cambino»", ha detto il portavoce del movimento, Gabriele Frisa. (f.bel.)